Dura denuncia dal capogruppo di opposizione comunale su emergenze sanitarie, carenze nei soccorsi e ritardi infrastrutturali nelle aree interne della Sila
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
La morte di Antonio Sommario, avvenuta durante il trasporto in automobile da Longobucco a Rossano per l’assenza di un’ambulanza nel centro silano, continua a suscitare indignazione e richieste di chiarimento. A intervenire con una dura lettera aperta indirizzata al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, è Eugenio Celestino, capogruppo di opposizione nel Consiglio comunale di Longobucco.
Celestino definisce la vicenda «la tragica sintesi tra sanità negata e isolamento infrastrutturale», parlando di un territorio che si sente abbandonato. «Le scrivo come rappresentante istituzionale, ma soprattutto come cittadino di una terra che oggi più che mai si sente tradita dalle istituzioni» afferma nella lettera. Secondo il capogruppo di opposizione, la scomparsa di Sommario non può essere archiviata come una fatalità. «La morte di Antonio non è una casualità, ma l’esito di un doppio fallimento: una sanità che esiste solo sulla carta e una rete infrastrutturale che ci tiene sequestrati tra le montagne» scrive, richiamando le difficoltà strutturali che caratterizzano Longobucco e l’intera area interna della Sila.
Nel testo si sottolinea come le distanze e i tempi di percorrenza diventino determinanti tra la vita e la morte. «A Longobucco i minuti e i chilometri pesano come macigni», denuncia Celestino, evidenziando l’assenza di «un’ambulanza medicalizzata fissa e di un punto di primo intervento reale», condizioni che rendono i cittadini “di fatto di serie B”.
Parole durissime vengono utilizzate per descrivere quanto accaduto. «Quando una persona muore perché i soccorsi non arrivano in tempo, non siamo davanti a una fatalità, ma a quella che dobbiamo definire un’annunciata morte di Stato», si legge nella lettera.
Il capogruppo richiama anche una convenzione sottoscritta nei mesi scorsi tra l’Asp di Cosenza e una organizzazione di volontariato, che avrebbe dovuto garantire il servizio di emergenza. «Se questa convenzione non è operativa, chi doveva vigilare sulla sua reale attuazione mentre il territorio restava senza assistenza» chiede Celestino. Ampio spazio è dedicato anche al tema delle infrastrutture, in particolare ai ritardi nella ricostruzione del viadotto Ortiano 2 sulla strada statale Sila Mare. «Un’opera che doveva essere consegnata nel 2025 risulta ancora in corso nel 2026» scrive, definendo il cantiere «una barriera fisica che rallenta o impedisce l’arrivo dei mezzi di soccorso».
Nella parte finale della lettera, l’esponente dell’opposizione elenca una serie di richieste rivolte direttamente al presidente della Regione. «Longobucco non può restare un minuto di più senza un presidio di emergenza», afferma, chiedendo l’attivazione immediata del servizio 118, la continuità della guardia medica, una medicina di base efficiente anche nelle frazioni e un piano straordinario per le aree interne.
Il messaggio si chiude con un appello diretto. «Antonio Sommario è morto aspettando un aiuto che non poteva arrivare. Non permetta che il silenzio della Regione diventi complice di questa ingiustizia» conclude Celestino, rilanciando con forza il tema della sanità e dei diritti nelle zone interne della Calabria.


