Secondo l’accordo, risalente al 19 settembre, entro 60 giorni sarebbe dovuta entrare in funzione. Restano ancora i lavori sul viadotto crollato e i tempi per raggiungere da il primo ospedale si allungano inevitabilmente
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Non si è spesa l'eco della morte di Tommaso Sommario, 64 anni, operaio forestale e rappresentante sindacale che è deceduto in auto mentre i parenti cercavano disperatamente di raggiungere il Pronto Soccorso di Corigliano Rossano. La vicenda apre nuovamente i riflettori sulla sanità che viene garantita nelle aree interne. I parenti di Sommario hanno aspettato invano l'arrivo di un'ambulanza quando alla fine hanno deciso di portare loro stessi il loro congiunto in ospedale. Ma non ci sono riusciti.
Eppure l'Asp di Cosenza il 12 settembre scorso aveva sottoscritto una convenzione (protocollo n° 128340) con la ODV Misericordia proprio per garantire la copertura (H24) della postazione di emergenza territoriale “Victor Longobucco”.
Nella convenzione, firmata dal direttore generale dell'Asp Antonello Graziano (da poco nominato direttore generale dell'Asp di Crotone) e il legale rappresentante dell'associazione di volontariato si stabiliva che entro 60 giorni la Misericordia di Scala Coeli avrebbe chiesto all'Asp di Cosenza il rilascio dei pareri igenico-sanitari e di sicurezza dei luoghi di lavoro. Successivamente avrebbe dovuto comunicare al Dipartimento Salute della Regione l'attivazione del punto di stazionamento e del relativo indirizzo, allegando ovviamente i pareri di conformità ottenuti dall'Asp.
A leggere la convenzione, quindi, l'associazione avrebbe dovuto garantire la presenza di un'ambulanza h24 , in base alla manifestazione di interesse rivolta ai privati contenuta nella determina del 24 luglio 2025 n° 1863.
I 60 giorni dalla firma della convenzione sono scaduti abbondantemente, ma da quanto ci risulta il punto di stazionamento non è stato attivato, non sappiamo per quali motivi. I familiari di Sommario, allora, hanno dovuto tentare una fuga disperata verso l'ospedale più vicino.
Ma a problema si aggiunge problema nelle aree interne. Il 3 maggio 2023, come tutti si ricorderanno, è crollato il ponte che rappresenta l'arteria di collegamento più veloce per arrivare a Rossano. Per questo crollo si è aperta un'indagine che vede coinvolti diversi esponenti dell'Anas. Il problema vero è che il ponte dopo tutto questo tempo ancora non è stato riaperto. Anas aveva rassicurato l'apertura a dicembre, adesso, a quanto pare la data è stata nuovamente spostata in agosto. Questo significa che da Longobucco per raggiungere il Pronto Soccorso di Rossano ci si impiegano circa 40 minuti perché bisogna arrivare a Mirto Crosia e da qui scendere a Rossano. Un tempo che può risultare fatale in caso di emergenza.
E Longobucco non è l'unica realtà interna a vivere questa situazione. A monte abbiamo Bocchigliero il cui sindaco Benvenuto a “Buongiorno in Calabria” ha ricordato come per raggiungere il primo ospedale servono almeno 40/45 minuti. In inverno, in caso di neve o pioggia, i tempi si allungano.
Così si muore nelle aree interne.


