Dopo l'unanimità alla Camera, il testo dovrà essere approvato in Senato. Patrizia Surace (Libera): «Frutto di 10 anni di percorso nei distretti di Reggio Calabria, Catania, Palermo e Napoli, Catanzaro e Milano e che presto potrà essere intrapresoin tutti i tribunali per i Minorenni d'Italia»
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Dall'intuizione di un giudice ai primi coraggiosi provvedimenti. Dal progetto per offrire alternative di vita a minori nati e cresciuti in contesti mafiosi fino a una prima dimensione strutturata del protocollo che da quasi 10 anni vede operare insieme Istituzioni, Cei, Terzo settore e Società civile. Dal protocollo che oggi coinvolge sei distretti di Corte di Appello a prossima legge nazionale che aprirà a tutti i tribunali per i Minorenni d'Italia la possibilità di chiedere misure di protezione specifiche. Misure che, con la dimensione legislativa finalmente conseguita, saranno non solo di tipo socio-educativo ma anche di carattere personale ed economico.
La visione e l’ispirazione
Rendere "Liberi di Scegliere" anche i minori la cui autodeterminazione viene compromessa dal destino criminale determinato dalle famiglie di appartenenza è da quasi 15 anni l'unico obiettivo perseguito fin da quei primi "scomodi" ma lungimiranti e coraggiosi provvedimenti adottati dall'allora presidente del tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, oggi in servizio a Catania, Roberto Di Bella.
Provvedimenti che attraverso l'allontanamento da contesti familiari criminali, evidentemente devianti e pesantemente pregiudizievoli per i minori, mirano a garantire loro un'alternativa di libertà, legalità e, presagendo il peggiore degli epiloghi per nulla remoto, persino la possibilità di sopravvivenza.
Una opportunità che non avrebbe potuto essere offerta senza l'allontanamento e, in quei casi estremi sempre al vaglio del giudice , senza una sospensione del potere genitoriale. Motore e impulso di questi difficili e faticosi cambiamenti sono stati e sono spesso le madri mosse dalla volontà di un futuro per i figli. Dunque i percorsi mettono al centro i minori e le madri che manifestano la volontà di affrancamento e riscatto.
L'iter legislativo non è ancora completo. La Camera dei Deputati si è recentemente espressa favorevolmente all'unanimità sul testo di legge che è stato anche emendato. Nei prossimi mesi passerà al vaglio del Senato. Ma già il primo positivo passaggio parlamentare lascia presagire l'esito finale assolutamente favorevole.
«Non è da sottovalutare, ed è invece da sottolineare la circostanza che questa sia sostanzialmente una legge bipartisan , votata all'unanimità con 209 voti alla Camera. Non ci sono stati astenuti. Ritengo che questo sia un dato significativo che dice tanto sui contenuti di questa legge che nasce da un l ungo iter all'interno della Commissione parlamentare antimafia, dall'impegno del presidente Colosimo e della senatrice Rando, da questa congiunzione che, al di là del delle posizioni di partito , ha fatto sintesi in questo disegno di legge che rappresenta sostanzialmente una svolta. Una svolta coerente e aderente a un protocollo e all'esperienza maturata sul campo attraverso la sua attuazione», commenta Patrizia Surace, coordinatrice nazionale del protocollo governativo Liberi di Scegliere per Libera.
Dunque nel nostro ordinamento presto una legge frutto di un lungo percorso nato all'interno del tribunale per i Minorenni di Reggio , poi esteso ad altri cinque distretti e che potrà essere applicata in tutti i distretti d'Italia. «Nell'ultima versione del protocollo governativo del 26 marzo 2024, i distretti di corte di Appello sottoscrittori del protocollo sono Reggio Calabria, Catania, Palermo e Napoli, ai quali si sono aggiunti nel 2025 quelli di Catanzaro e Milano », ricorda Patrizia Surace.
Un’esperienza virtuosa messa a sistema
«Con questa legge che cambia l'approccio . Si passerà da un protocollo a una legge nazionale, sempre con la partecipazione degli enti del Terzo settore attraverso forme e modalità indicate, come convenzioni e protocolli. Resterà quale leva, il connubio assolutamente favorevole tra lo Stato e le sue diramazioni istituzionali e la società civile sperimentate con il protocollo dal quale questa legge discende . È questo l'aspetto anche particolarmente significativo di questo percorso. Da un'esperienza già vissuta in oltre 10 anni di attività, a breve in tutti i tribunali per i Minorenni d'Italia si potrà richiedere questo percorso alternativo per i minori ei nuclei familiari che scelgano di discostarsi da contesti mafiosi, per le finalità e con le modalità già individuate nel protocollo.
Al fine di garantire ai minori inseriti in un circuito di criminalità organizzata o vittime di questo circuito, al pari dei familiari che decidono di allontanarsi da quei contesti, potranno essere disposte non solo misure di protezione socio-educativa ma anche di misure di natura economica che agevoleranno e garantiranno l'allontanamento da quei contesti. E ci saranno fondi questa volta statali dedicati. L'obiettivo è rimasto quello di offrire delle serie alternative di vita, di natura culturale educativa, sportiva, ricreativa, ma anche complessivamente esistenziale, ai minorenni e familiari ai che decidono di discostarsi e allontanarsi da contesti mafiosi e criminali».
Anche se il fine e il modello sono fedeli al protocollo, la legge introduce delle importanti novità. Novità che, pure in occasione di intervento a Reggio Calabria aveva invocato don Luigi Ciotti, presidente onorario di Libera, che ha indicato il progetto Liberi di scegliere come una "terza via" rispetto alla rassegnazione e alla sola repressione del fenomeno mafioso.
La protezione personale ed economica e la copertura finanziaria
«Una volta formalizzata la legge tutti i tribunali per i minorenni d'Italia potranno fare richiesta di accesso anche a misure di protezione e di assistenza personale, come la vigilanza, il trasferimento in luogo protetto, il cambio delle generalità, documenti di copertura, che allorquando sia ritenuto necessario per il loro percorso, sono misure di salvaguardia essenziali. Previsto anche il supporto pedagogico per garantire l'istruzione obbligatoria ed evitare che i minori debbano interrompere i loro percorsi di crescita e formazione.
Dall'altro ci saranno anche misure di carattere economico con un assegno periodico, in caso di impossibilità a svolgere attività lavorativa per un periodo massimo di due anni. Laddove si preveda il collocamento in comunità, sarà prevista la copertura di queste spese. Possibili anche affidi familiari o etero familiari. Previsto anche il pagamento di spese sanitarie, ipotesi di accesso al mutuo, prestiti agevolati. Trascorso il periodo di tutela, l'obiettivo resta quello di garantire l'autonomia economica di questi nuclei familiari.
Prevista una sistemazione alloggiativa che è già quello che facciamo con la differenza che adesso tutto sarà messo a sistema e sarà strutturato. Con il protocollo operiamo con i fondi della Cei, attivando il canale delle Caritas e delle diocesi per un supporto logistico ai trasferimenti e lavorando con il privato sociale, con il coinvolgimento dei volontari. Adesso ci sono delle coperture finanziarie dedicate e dunque lo strumento di salvaguardia e di protezione si rafforza», sottolinea Patrizia Surace, coordinatrice nazionale del protocollo governativo Liberi di Scegliere per Libera.
L’Antimafia dell’educazione
Una svolta che riguarda il contrasto alla criminalità organizzata e alle mafie nel suo complesso.
«Si tratta di un cambio paradigmatico nel combattere le mafie, al di là di quelli che sono gli strumenti ordinari, dovuti ai doverosi di carattere repressivo, penale e patrimoniale. Questi restano fondamentali e tuttavia l'esperienza del protocollo Liberi scegliere ci fa capire che non bastano.
Intervenire sotto il profilo educativo e culturale può fare davvero la differenza. Secondo le previsioni con la legge, e la sua copertura finanziaria, sarà possibile prendere in carico circa 400 minori all'anno. A oggi, con il protocollo sono circa duecento, non considerando quelli già archiviati, che seguiamo. 34 sono le donne, in realtà 37 perché di recente proprio tre stanno per partire, che hanno aderito al protocollo sui sei distretti. Con la legge potranno essere molti di più e questo è davvero molto incoraggiante», spiega ancora Patrizia Surace, coordinatrice nazionale del protocollo governativo Liberi di Scegliere per Libera.
«L'allontanamento dalla famiglia resta sempre l'estrema ratio perchè le direttrici del progetto restano due. I minori restano sul territorio e vengono accompagnati sotto il profilo culturale ed educativo, rimanendo in famiglia seppure con una limitazione della potenza genitoriale ma con il supporto dei servizi, il cosiddetto affidamento culturale. Nelle ipotesi di grave pregiudizio arrecato dalla permanenza in famiglia e dalla relazione educativa, il minore viene allontanato con provvedimento di sospensione o addirittura decadenza della potestà genitoriale. Il vaglio è dapprima della procura minorile e poi del tribunale che si determinerà in ordine alla gravità del pregiudizio», conclude Patrizia Surace, coordinatrice nazionale del protocollo governativo Liberi di Scegliere per Libera.





