La Calabria è la regione italiana dove risulta più difficile chiedere aiuto contro la ludopatia, almeno in termini di accessibilità potenziale ai centri censiti per il disturbo da gioco d’azzardo. Secondo l’analisi realizzata da Oltre il Gioco, nella regione risulta un solo centro a fronte di 1.827.571 residenti.

È il dato regionale elaborato da Oltre il Gioco, progetto editoriale indipendente dedicato all’informazione, all’orientamento e alla prevenzione del gioco problematico in Italia. L’analisi ha messo in rapporto il numero di centri censiti in ciascuna regione con la popolazione residente, così da misurare la distribuzione territoriale dei presidi di aiuto.

Calabria dunque al 20° e ultimo posto in Italia, con 1 centro censito e un rapporto di un centro ogni 1.827.571 residenti. Il dato è peggiore della media nazionale, pari a un centro ogni 244.576 abitanti.

La classifica è ordinata dalla regione in cui l’accesso potenziale ai centri risulta più favorevole a quella in cui risulta più difficile. Il parametro principale è il numero di abitanti per centro: più il valore è alto, più ampio è il bacino potenziale che ciascun presidio può trovarsi a coprire.

Il dato non riguarda la qualità clinica dell’assistenza offerta dai servizi presenti nella regione. L’analisi non valuta competenze degli operatori, efficacia dei percorsi, tempi di attesa, numero di professionisti o persone effettivamente prese in carico. Misura invece un aspetto preliminare: quanti centri risultano disponibili, in rapporto alla popolazione, per chi vive in una determinata regione e ha bisogno di orientamento o supporto.

Le regioni dove l’accessibilità potenziale risulta più difficile sono Calabria, Campania, Sicilia, Sardegna e Trentino-Alto Adige. In Calabria il rapporto è di un centro ogni 1.827.571 residenti, in Campania di uno ogni 506.246, in Sicilia di uno ogni 397.933, in Sardegna di uno ogni 388.622 e in Trentino-Alto Adige di uno ogni 363.606.

All’estremo opposto della classifica, le regioni dove l’accessibilità potenziale ai centri risulta più favorevole sono Marche, Liguria, Valle d’Aosta, Abruzzo e Umbria. Le Marche guidano la graduatoria con un centro ogni 82.213 residenti, seguite dalla Liguria con uno ogni 116.307, dalla Valle d’Aosta con uno ogni 122.554, dall’Abruzzo con uno ogni 140.802 e dall’Umbria con uno ogni 141.771. In questi territori il numero di abitanti per centro è sensibilmente inferiore alla media nazionale, pari a un centro ogni 244.576 residenti.

Il tema dell’accesso all’aiuto è centrale perché chiedere supporto per il gioco problematico è spesso un passaggio complesso. Possono pesare vergogna, paura del giudizio, difficoltà a riconoscere il problema o timore delle conseguenze economiche e familiari. Quando i presidi sono pochi rispetto alla popolazione, anche individuare il servizio più vicino o avviare un primo contatto può diventare più difficile.

L’accesso ai servizi riguarda anche familiari, partner, amici e persone vicine a chi gioca. In molti casi sono proprio loro ad accorgersi per primi dei segnali di difficoltà, come debiti, bugie, richieste di denaro, irritabilità, isolamento o tentativi ripetuti di recuperare le perdite. Anche per questo la presenza di centri e servizi di orientamento sul territorio rappresenta un elemento importante.

In Italia è attivo il Telefono Verde per le problematiche legate al gioco d’azzardo dell’Istituto Superiore di Sanità, 800 558822. Il servizio è nazionale, anonimo e gratuito, ed è rivolto sia alle persone con difficoltà legate al gioco sia a familiari e amici. È disponibile dal lunedì al venerdì, dalle 10:00 alle 16:00. Sul portale Uscire dal Gioco dell’Istituto Superiore di Sanità è inoltre disponibile una mappatura territoriale dei centri di cura per il disturbo da gioco d’azzardo. La ricerca consente di selezionare regione, provincia, tipologia di servizio e tipologia di intervento. In caso di dubbio, è possibile rivolgersi anche ai Servizi per le Dipendenze delle ASL, i SerD.

L’approfondimento completo è disponibile su: https://oltreilgioco.it/ludopatia-dove-e-piu-difficile-chiedere-aiuto-in-italia-la-mappa-dellaccessibilita-ai-centri/