Il microcitoma polmonare è un nemico invisibile e fulmineo. Tra le neoplasie respiratorie non è la più frequente, ma è nota per la sua spiccata aggressività e l’elevato tasso di mortalità. Una patologia con cui la senatrice Emma Bonino, morta oggi 11 settembre 2026 all’età di 78 anni, ha convissuto a lungo: diagnosticata nel gennaio 2015, la malattia sembrava essere stata annientata dopo un percorso terapeutico durato otto anni, culminato nel 2023 con l’annuncio della guarigione.

Un cammino segnato da uno stillicidio quotidiano, affrontato dalla leader radicale senza mai rinunciare alla propria identità. Nemmeno di fronte all’aggravarsi delle condizioni respiratorie e all’uso dell’ossigeno, la senatrice ha voluto rinunciare alle sue abitudini e alla sigaretta, condivisa nello spirito e nelle scelte con il compagno di una vita Marco Pannella. Una posizione incrollabile: rivendicare la propria libertà fino all’ultimo, sfidando un destino che non le ha concesso sconti.

Cos’è il microcitoma polmonare?

Origina dalle cellule neuroendocrine situate prevalentemente nei bronchi: il microcitoma si distingue per una velocità di crescita eccezionale e per la tendenza a dare origine precocemente a metastasi secondarie in altri organi. Il percorso diagnostico si avvale di indagini dettagliate, come la radiografia del torace e soprattutto la tomografia computerizzata (TC).

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