Al posto dell’edificio da tempo in disuso, l’Amministrazione comunale intende realizzare una struttura più piccola da destinare a spazio espositivo e centro di aggregazione. L’architetto Chimirri: «Così si alterano storia e cultura». Per la Soprintendenza - assicura il sindaco Lampasi - non si tratta di un immobile di pregio
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Diventa un caso, a Monterosso Calabro, il destino del vecchio palazzo municipale da tempo dismesso e sito in pieno centro abitato, in un’invidiabile posizione che lo pone come un vero e proprio balcone con vista sulla Valle dell’Antigola e sulla costa tirrenica. L’edificio sarà presto oggetto di un intervento di demolizione e ricostruzione, nell’ambito di un finanziamento da 1,2 milioni di euro per interventi di riqualificazione del centro storico ottenuto dall’Amministrazione comunale che, al suo posto, intende realizzare un nuovo immobile dalla volumetria più contenuta da destinare a spazio espositivo e ad attività di aggregazione sociale.
Una prospettiva che ha fatto storcere il naso ad alcuni cittadini che, invece, suggeriscono l’opzione di un intervento conservativo, che preservi l’attuale struttura senza alterarne dimensioni e conformazione. A sostegno di tale opzione viene esaltato il valore storico-culturale dell’edificio stesso. A difesa della tutela del vecchio municipio è stato quindi lanciato un appello attraverso i social, rivolto ai monterossini di tutto il mondo e firmato dall’architetto e docente di Storia dell’architettura dell’Unical, Rosario Chimirri.
Secondo l’esperto, l’edificio «costruito a metà anni ’50 del Novecento, è un bene storico, essendo passati 70 anni» e, in quanto «costruito per sostituire l’antica Chiesa Madre», rappresenta «un punto riferimento della comunità, in una mescolanza fra sacro e profano, essendo stato eretto sulle ceneri della costruzione religiosa, di cui mantiene la sagoma, tratti murari e l’orientamento». Per Chimirri si tratta ancora di «un edificio espressione di un Razionalismo “di periferia”» e il suo abbattimento comporterebbe «problemi agli edifici vicini, alle pavimentazioni esistenti, oltre a scoperchiare un sistema che potrebbe ancora custodire resti di nostri antenati sepolti sotto la vecchia chiesa con possibili problemi sanitari». Ancora, si andrebbe a causare la «forte alterazione dello skyline dell’abitato storico, creando un vuoto fisico, culturale e di riferimento al luogo» oltre a comportare «un enorme spreco di risorse pubbliche».
Di convesso, argomenta ancora Chimirri, «la costruzione di un nuovo edificio, di modello neoclassico, rappresenta una soluzione illogica, “povera”, poco studiata e fuori tempo; la creazione di una nuova e grande piazza è incoerente alla logica compositiva del tessuto urbanistico storico, composto da piccoli slarghi». La proposta finale è quella di «trasformarlo, riprendendone le forme iniziali, in un centro espositivo per le arti», per dare forza ad «un nucleo storico abbandonato, rinvigorendo le aspettative comunitarie».
Sul punto è intervenuta l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Giacomo Lampasi che, direttamente al cronista, ha smentito la prima condizione, vale a dire che si tratterebbe di un edificio storico di pregio. La Soprintendenza, interpellata dalla minoranza consiliare proprio su tale aspetto, si sarebbe già espressa con un parere negativo.
Sui social viene poi contestata un’altra inesattezza, «emersa da alcuni commenti» secondi i quali «al posto del vecchio edificio, sorgerà una piazza nuova e grande». Non è così, per gli amministratori, che invece rivendicano alla base dell’idea progettuale «l’analisi di tutti gli elementi del contesto storico della zona, delle tipologie costruttive esistenti e dell'epoca, delle normative vincolanti in materia di costruzione in zona sismica, alla sicurezza pubblica, all’intera progettazione, così come è giusto che sia e per come questa Amministrazione ha sempre fatto, agendo con scrupolo e professionalità». E assicurano: «Non sarà una cattedrale nel deserto. In quel luogo sarà costruito un edifico calibrato e proporzionato all'ambiente circostante con lo scopo di ridare vitalità al centro storico che, nel corso degli anni, si è piano piano svuotato, sia per l’emigrazione di molti nostri concittadini sia per le scelte dei residenti di costruire case nuove e comode, adeguate alle esigenze della vita moderna, in altre zone del territorio comunale».
Ad ulteriore rassicurazione, sempre sulla pagina social del Comune, è apparso anche il video del progetto: «Riteniamo - si spiega - che il compito precipuo della politica sia quello di mediare tra le varie opzioni in campo, tenendo conto dei desideri di tutti, ma soprattutto di coloro che, vivendo il paese e nel paese, vogliono soluzioni adeguate ai tempi e ai bisogni della comunità».

