Prosegue la mobilitazione delle principali associazioni ambientaliste contro il progetto del Ponte sullo Stretto. In occasione della tappa calabrese di Goletta Verde, a Villa San Giovanni, Legambiente, Greenpeace Italia, Lipu e WWF Italia hanno esposto uno striscione con la scritta "No Ponte" durante la navigazione nello Stretto, rilanciando le proprie critiche nei confronti dell'opera e chiedendo maggiori investimenti nella mobilità sostenibile.

L'iniziativa è stata accompagnata da una passeggiata di solidarietà con i proprietari degli immobili interessati dalle procedure di esproprio previste per la realizzazione dell'infrastruttura. Secondo i dati diffusi dalle associazioni, gli espropri riguarderebbero circa 450 unità immobiliari in Sicilia, di cui 291 abitazioni, e circa 150 case nel territorio di Villa San Giovanni.

Al centro della protesta vi sono le ricadute ambientali, economiche e infrastrutturali del progetto. Le associazioni sostengono che la costruzione del Ponte sottrarrebbe risorse agli investimenti destinati al trasporto ferroviario e alla mobilità collettiva, mettendo inoltre a rischio habitat marini, costieri e zone umide protette dalla normativa europea, oltre a insistere su un'area caratterizzata, a loro giudizio, da rilevanti criticità geotettoniche e sismiche.

Nel pomeriggio è in programma, in piazza delle Repubbliche Marinare, l'incontro pubblico dal titolo "L'ombra del Ponte sullo Stretto e la mobilità che non c'è", al quale prenderanno parte rappresentanti di Legambiente, WWF, Lipu, Touring Club Italiano e delle istituzioni locali, tra cui la sindaca di Villa San Giovanni, Giuseppina Caminiti. Le conclusioni saranno affidate al presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani.

Le organizzazioni hanno inoltre ricordato le iniziative giudiziarie e amministrative intraprese negli ultimi anni contro il progetto, tra cui il ricorso al Tar del Lazio sul parere della Commissione Via-Vas, la diffida al Cipess, il reclamo alla Commissione europea, una memoria presentata alla Corte dei conti nel 2025 e una recente nota inviata al Governo sulla presunta esposizione finanziaria dello Stato connessa al progetto.

Secondo Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, il Ponte rappresenta una priorità sbagliata rispetto alle reali esigenze infrastrutturali del Mezzogiorno. «Oggi per raggiungere Bari da Reggio Calabria in treno si impiegano fino a dieci ore e mezza con più cambi - sostiene - mentre il Governo continua a puntare su una grande opera che non risolve i problemi quotidiani di pendolari e turisti. Il Ponte è una cattedrale nel deserto che non serve né ai siciliani né ai calabresi».

Sulla stessa linea la presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta, secondo la quale Calabria e Sicilia necessitano di una rete ferroviaria più moderna ed efficiente, di una reale alta velocità fino a Reggio Calabria e di investimenti nel trasporto pubblico. Per l'associazione ambientalista, il progetto del Ponte contrasterebbe con gli obiettivi della transizione ecologica, continuando a privilegiare il trasporto su gomma rispetto a quello collettivo e sostenibile.