L’associazione Fedeltà e servizio fornisce supporto a circa mille persone. La referente Fortuna: «Il problema non è tanto la disoccupazione quanto il lavoro malpagato». Tante le famiglie in difficoltà, ma anche giovani e disabili
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«Non è tanto il problema della disoccupazione. Il lavoro nella nostra provincia si trova ma troppo spesso è malpagato e le condizioni a cui devono sottostare gli operai sono tremende. Gli stipendi bassi, le tante ore di impiego non danno la possibilità alle famiglie di sostenere le spese serenamente». Isabella Fortuna è la referente di Fedeltà e servizio. Una piccola realtà associativa che si occupa di dare sostegno alle famiglie bisognose di Vibo (e non solo) tramite la consegna mensile di pacchi alimentari. Lo sguardo sulla realtà vibonese è schietto e per il 2026, assicura, le prospettive appaiono «tutt’altro che rosee». Ma andiamo con ordine.
Fedeltà e servizio, l’associazione attiva da 12 anni

L’associazione Fedeltà e servizio è attiva sul territorio di Vibo da ben 12 anni: «È nata nel 2014 su iniziativa del Pastore Francesco Lerose, allora in carica, della chiesa cristiana evangelica Adi sita a Moderata Durant. Da allora fino ad oggi la chiesa ospita la sede operativa dell’associazione e il pastore Giuseppe Di Stefano continua a darci la possibilità di usufruire dei magazzini a titolo completamente gratuito», spiega Fortuna che dal 2022 ricopre la carica di rappresentante legale dell’associazione, occupandosi in prima persona dell’organizzazione dell’attività degli aiuti alimentari. L’associazione è davvero molto piccola «perché è composta da 10 soci e da 10 volontari circa, ma nonostante questo riesce a coprire un lavoro considerevole, fatto soprattutto seguendo il principio di amare il prossimo».
350 pacchi alimentari al mese
I numeri riguardati i pacchi alimentari e le persone che mensilmente bussano alle porte dell’associazione testimoniano le difficoltà delle famiglie e tratteggiano i contorni di crisi sociale di non poco conto: «Per il 2025 abbiamo distribuito mensilmente all’incirca 350 pacchi che corrispondono a poco più di 1000 persone (240 famiglie circa). Dal 2015 ad oggi l’associazione è convenzionata con il Banco delle opere di carità che ha una sede operativa a Reggio Calabria. È la struttura cui ci riformiamo dei beni alimentari da distribuire».
Le famiglie che bussano alle porte dell’associazione

Molti nuclei “assistiti” provengono «da Vibo Valentia e le sue frazioni limitrofe, non oltre i 6 km di distanza dalla città». Riuscire ad andare incontro a una platea così ampia non è facile: «A noi si rivolgono soprattutto le famiglie numerose, quindi con molti figli minori. In questi ultimi mesi – conferma Fortuna - sono aumentate richieste da parte di persone disabili, ma anche di caregiver. Tante, poi, le coppie giovanissime alla prima esperienza di genitorialità». Non mancano, poi, gli aiuti “occasionali”: «a chi attraversa un momento di difficoltà perché si ritrova da un giorno all’altro senza lavoro, a vittime di violenza».
Le prospettive per il 2026
Nel confronto con le famiglie, l’associazione tocca con mano il sentimento di smarrimento di tanti nuclei, alle prese con familiari ammalati, anziani o disabili: «Ci raccontano le loro difficoltà nel prendersi cura dei cari che vivono con loro. Le risorse sono poche e sopravvivere diventa sempre più difficile». Ecco perché le prospettive per il 2026 sono definite «allarmanti»: «I nostri posti sono limitati per via dei mezzi che abbiamo. Il trasporto del cibo da Reggio Calabria a Vibo – spiega la referente di Fedeltà e servizio - copre il numero delle famiglie che serviamo regolarmente (tutte registrate presso la nostra associazione) a cui si aggiungono quelle “saltuarie” che aiutiamo in situazioni di emergenza. Il numero cresce ma le risorse sono sempre quelle». In questo clima, diventa indispensabile una collaborazione tra associazioni per «fare più rete, per potere avere una cognizione maggiore di come poter aiutare e sostenere i bisogni della nostra città».

