La Commissione episcopale istituita dal cardinale Zuppi è un passo fondamentale per riaprire il dibattito e bandire abbandono e rassegnazione. La dottrina sociale rinvigorita da “Magnifica Humanitas” può innescare una speranza nuova
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Desidero esprimere profonda soddisfazione e sincera, autentica gratitudine alla Conferenza Episcopale Italiana ed al suo Presidente il cardinale Matteo Zuppi, per aver istituito la Commissione episcopale per le aree interne provvedendo a nominare nel nuovo organismo i Vescovi Marco Prastaro (Asti), Felice Accrocca (Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno), Benoni Ambarus (Matera-Irsina e Tricarico).
Il cardinale Matteo Zuppi ha giustamente evidenziato che il tema delle aree interne “è di quelli decisivi per il futuro del nostro Paese” e di come innanzi “al senso di ineluttabilità diffuso occorra dimostrare, invece, che le aree interne non sono il passato, ma rappresentano le radici d’Italia e quindi possono dare nuovi frutti”.
La Chiesa Italiana, con questa scelta, dimostra, ancora una volta, di essere protagonista avanzata nella individuazione di quegli ambiti della società, e le aree interne sono una di queste, che necessitano di attenzioni specifiche, stabili e permanenti e laddove i bisogni ed i diritti sono particolarmente avvertiti ed è urgente promuovere politiche virtuose di forte coesione territoriale, di rafforzamento dei servizi essenziali e di forti sinergie istituzionali, costruendo alleanze dal basso, utilizzando la concertazione come strumento di crescita complessiva e disponibilità permanente all’ascolto bandendo abbandono e rassegnazione.
Il momento storico che viviamo è decisivo ed occorrono scelte coraggiose, senza passi indietro; la Chiesa ha indicato la strada maestra della testimonianza viva e vissuta nel solco della dottrina sociale della Chiesa rinvigorita dall’ultima enciclica di Leone XIV “Magnifica Humanitas” ed il suo esempio, il suo metodo ed approccio guarda al futuro ed innesca una speranza nuova e positiva.
I Vescovi, in questi ultimi anni, partendo proprio dal Mezzogiorno, hanno saputo cogliere l’essenza vera di una problematica che parla al Paese e che interroga tutti su come sfide enormi, pensiamo soltanto al calo demografico ed ai servizi alle persone più fragili ed indifese, vanno affrontate con consapevolezza ed attenzione.
Questa nuova prova della Chiesa Italiana deve essere raccolta con generosità ed assecondata con convinzione profonda, convinti come siamo che la solidarietà e l’integrazione intrecciano ineludibilmente il destino delle aree montane del Paese che rappresentano oltre il 40% del territorio nazionale e dove vivono oltre 12 milioni di abitanti.
*Già Consigliere nazionale UNCEM

