Villa San Giovanni ha aperto le sue porte alla legalità e all'impegno sociale, ospitando il primo campo di Libera sul territorio villese. Un’iniziativa nata da una programmazione avviata lo scorso autunno e che ha trovato il suo culmine nell'accoglienza di un gruppo di scout della compagnia "Panta Rei" del Genova 8 (CNGEI). A fare da guida d'eccezione in questa settimana di scoperta è stata la Cooperativa Rose Blu, che ha permesso ai ragazzi non solo di conoscere le bellezze paesaggistiche, ma di immergersi nel tessuto sociale più profondo e resiliente della Calabria.

Il programma è stato intenso e ha coinvolto numerose realtà che operano quotidianamente per il bene comune, come "Ora di Agire", "Smile", "Pontialesi", i presidi di Libera, la Fondazione Scopelliti e il Consorzio Macramè. Particolarmente significativo è stato il contatto con i beni confiscati alla criminalità organizzata, trasformati oggi in simboli di rinascita: dalla barca della Lega Navale dedicata al giudice Antonino Scopelliti, alla struttura del "Dopo di Noi" in fase di conclusione.

«Siamo estasiati di essere stati accolti così a braccia aperte», racconta Giovanni Zanone, capo scout del gruppo genovese. «L'accoglienza del popolo calabrese è stata straordinaria ed è stato un piacere lavorare con la Cooperativa Rose Blu, che porta avanti un progetto meraviglioso». Ciò che ha colpito maggiormente i giovani liguri è stata la capacità di fare rete: «È fondamentale vedere come tante realtà collaborano insieme per dare qualcosa al territorio e a chi lo vive. È un’azione corale per un bene in cui credono davvero».

Un concetto ribadito da Davide Tedeschi di Libera, che sottolinea il valore simbolico della restituzione alla collettività: «Abbiamo visto una rete unita di persone. Luoghi che prima erano utilizzati per scopi oscuri, oggi sono adibiti a buone azioni per rendere il mondo un posto migliore».

Ma il campo non è stato solo teoria e visite guidate; è stato, soprattutto, incontro umano. Silvia Jansen, una delle scout partecipanti, porta con sé un insegnamento profondo nato dal lavoro fianco a fianco con i ragazzi con disabilità seguiti dalla cooperativa: «Ti segnano profondamente. Stamattina abbiamo disegnato insieme e, con la loro semplicità, ci hanno insegnato davvero tanto».

L'obiettivo del campus, d’altronde, era proprio questo: mostrare un territorio che interagisce per creare servizi e volontariato. Il legame con Villa San Giovanni resta saldo, con un invito già rinnovato per il prossimo anno. Un impegno che dimostra come la legalità non sia un concetto astratto, ma un percorso fatto di volti, mani intrecciate e territori che scelgono di non voltarsi dall'altra parte.