Una sola agenzia gestirà bus e treni, con servizi a chiamata nelle aree interne, biglietto unico e più digitalizzazione. La riforma punta a rendere la mobilità nella regione più efficiente e vicina ai cittadini
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La Calabria si prepara a ridisegnare il sistema del trasporto pubblico locale con quella che si annuncia come la più importante riforma degli ultimi dieci anni. La proposta di legge, presentata dal consigliere regionale Sergio Ferrari (Forza Italia), riscrive la disciplina del settore sostituendo la normativa del 2015 e introduce un nuovo modello di governance destinato a unificare la gestione di autobus e ferrovie.
Il cuore della riforma è la nascita di Amcal (Agenzia della Mobilità della Calabria), una società interamente pubblica alla quale saranno affidate l’organizzazione, l’affidamento e il controllo dei servizi di trasporto. Alla Regione e agli enti locali resteranno invece le funzioni di pianificazione e programmazione strategica.
L’obiettivo è ambizioso: costruire un sistema di mobilità più moderno, integrato, efficiente e sostenibile, capace di garantire servizi migliori ai cittadini e di assicurare collegamenti più efficaci anche nelle aree interne e nei territori maggiormente colpiti dallo spopolamento.
Un unico sistema per superare la frammentazione
La novità più rilevante è l’istituzione di un unico bacino territoriale regionale. Tutti i servizi ferroviari e automobilistici saranno programmati e gestiti da un solo soggetto, superando l’attuale frammentazione amministrativa.
L’obiettivo è semplificare la governance, eliminare sovrapposizioni, ottimizzare le risorse e offrire ai cittadini un servizio più uniforme ed efficiente sull’intero territorio regionale.
Più attenzione ai bisogni dei cittadini
Tra gli elementi più innovativi figurano i Livelli Ottimali delle Prestazioni (LOP), nuovi standard che non misureranno soltanto il numero delle corse, ma soprattutto la reale possibilità per i cittadini di raggiungere in tempi adeguati scuole, ospedali, università, uffici pubblici e principali nodi di trasporto.
Si tratta di un cambio di prospettiva significativo: il trasporto pubblico sarà valutato in base alla sua capacità di garantire l’accesso ai servizi essenziali e migliorare concretamente la qualità della vita.
Servizi a chiamata per le aree interne
La riforma dedica particolare attenzione ai piccoli comuni e alle zone montane. Per i territori a bassa densità abitativa sono previsti servizi flessibili a chiamata, una soluzione che punta a rafforzare i collegamenti dove oggi le linee tradizionali risultano poco frequenti o economicamente difficili da sostenere.
Una misura che potrebbe contribuire a ridurre l’isolamento di molte comunità dell’entroterra e offrire nuove opportunità di mobilità ai residenti.
Digitalizzazione e biglietto unico
Grande spazio è riservato anche all’innovazione tecnologica. Amcal realizzerà il Sistema Informativo Regionale della Mobilità (Sirm), una piattaforma che raccoglierà dati in tempo reale su servizi, utenza e infrastrutture.
Il sistema consentirà inoltre di sviluppare la bigliettazione elettronica, favorire l’integrazione tariffaria tra treni e autobus e monitorare costantemente qualità ed efficienza del servizio, rendendo più semplice e immediato l’utilizzo del trasporto pubblico.
Le risorse
Sul piano economico la proposta non prevede nuovi finanziamenti per il servizio, ma punta a valorizzare e organizzare meglio le risorse già disponibili. L’unico investimento immediato riguarda la costituzione di Amcal, con un capitale sociale iniziale di 510 mila euro, interamente sottoscritto dalla Regione.
Restano inoltre confermati gli stanziamenti regionali già previsti, pari a circa 38,6 milioni di euro all’anno per il biennio 2027-2028.
La sfida della riforma
La nascita di un’unica cabina di regia rappresenta una svolta organizzativa che punta a rendere il trasporto pubblico calabrese più semplice da governare e più vicino alle esigenze dei cittadini. Il nuovo modello, tuttavia, dovrà dimostrare sul campo la propria efficacia, coinvolgendo gli enti locali e traducendo la riorganizzazione amministrativa in benefici concreti per utenti e pendolari.
La vera misura del successo sarà la qualità del servizio: collegamenti più frequenti e puntuali, maggiore integrazione tra ferro e gomma, accessibilità per i territori più periferici e una mobilità capace di accompagnare lo sviluppo della Calabria. Se questi obiettivi saranno raggiunti, la riforma potrà davvero segnare un punto di svolta per il trasporto pubblico regionale. Rimane però aperto il tema degli investimenti futuri: la modernizzazione del sistema richiederà, oltre alla nuova governance, anche risorse adeguate per sostenere il miglioramento dei servizi e delle infrastrutture.

