Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta dell’Osservatorio Regionale Paritetico sugli Appalti Pubblici e Accreditamenti Territoriali Calabria, composto dalle Organizzazioni sindacali CGIL FP, CISL FP, FISASCAT CISL, UIL FPL, UILTUCS e le Centrali cooperative AGCI, Confcooperative-Federsolidarietà e Legacoopsociali. La lettera è indirizzata all'assessore regionale al Welfare della Regione Calabria Pasqualina Straface e, per conoscenza, al presidente della Giunta Regionale Roberto Occhiuto.

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"Il tempo è un costo. E qualcuno lo sta già pagando."

Assessore,

abbiamo letto con attenzione la nota con cui l'Assessorato regionale al Welfare ha risposto alla nostra richiesta di aggiornamenti sull'adeguamento delle rette dei servizi socio-assistenziali. La ringraziamo per la risposta e per la chiarezza con cui ha illustrato il percorso in corso.

Vogliamo essere altrettanto chiari, e lo facciamo pubblicamente non per polemizzare, ma perché riteniamo che la trasparenza sia la forma più alta di rispetto reciproco tra chi governa e chi opera sul campo.

Quello che abbiamo letto ci conforta, in parte.

L'approvazione della DGR n. 200 del 22 aprile 2026, con i 9,5 milioni di euro destinati ai buoni servizio attraverso il PR Calabria FESR-FSE+ 2021-2027, è un segnale positivo. Conferma che l'Assessorato ha compreso la gravità della situazione e sta cercando risorse strutturali. Ne prendiamo atto e lo riconosciamo senza riserve.

Riconosciamo anche lo sforzo di costruire un welfare regionale più integrato, capace di superare le logiche emergenziali. È l'approccio giusto. È la direzione giusta.

Ma c'è una parola che nella risposta ricorre troppe volte, e che ci preoccupa profondamente: "future".

"Le istanze saranno oggetto della massima attenzione nell'ambito delle future valutazioni programmatiche e finanziarie."

Future. Mentre scriviamo questa lettera, le cooperative sociali e gli enti del Terzo Settore che gestiscono servizi essenziali — comunità alloggio, centri diurni, assistenza domiciliare, strutture per persone con disabilità e anziani non autosufficienti — stanno facendo i conti con costi di gestione aumentati in modo significativo nell'arco degli ultimi anni. Costi dell'energia, dei contratti, delle materie prime, degli adeguamenti normativi. Tutti costi reali, che si scaricano ogni giorno sulle spalle di strutture, operatori e, in ultima analisi, sulle persone più fragili che quei servizi li ricevono.

Il tempo, Assessore, non è neutro. Il tempo è un costo.

Ogni giorno che passa senza un adeguamento delle rette è un giorno in cui un ente gestore copre la differenza attingendo alle proprie riserve, tagliando dove può, o nei casi più gravi iniziando a valutare se è ancora sostenibile continuare. Non è una minaccia. È una realtà che conosciamo da vicino, perché è la realtà delle persone che rappresentiamo.

Siamo pienamente consapevoli che la Regione Calabria deve operare entro vincoli finanziari reali, che ogni intervento deve poggiare su coperture stabili, che un sistema tariffario non si aggiorna con un colpo di penna. Lo sappiamo. Lo rispettiamo.

Quello che chiediamo non è l'impossibile. Chiediamo certezza e tempi.

Chiediamo che gli "approfondimenti tecnico-amministrativi" già avviati si traducano in un calendario di lavoro condiviso, con tappe verificabili. Chiediamo che le rappresentanze del settore siano coinvolte non solo "nella condivisione", ma nella costruzione concreta delle soluzioni. Chiediamo che i 9,5 milioni stanziati attraverso i buoni servizio non rimangano sulla carta più del necessario, ma raggiungano il territorio con la massima rapidità consentita dalle procedure.

Non vogliamo assistere a un collasso silenzioso. Il welfare calabrese, quello vero, quello di prossimità, quello che ogni giorno porta assistenza a domicilio a un anziano solo o gestisce una comunità per persone con disabilità, è un patrimonio sociale che la Regione non può permettersi di perdere. Ricostituirlo, dopo, costerebbe molto di più. In termini economici. E in termini umani.

Siamo disponibili al dialogo. Oggi, non domani.

La nostra porta e le nostre competenze sono a disposizione dell'Assessorato per contribuire a trovare soluzioni praticabili, rapide e sostenibili. Questa lettera non è un atto di opposizione: è un atto di responsabilità condivisa.

Perché il welfare non è una voce di bilancio. È il modo in cui una comunità decide chi lasciare indietro.

E noi non siamo disposti ad accettare che qualcuno venga lasciato indietro, per noi tutti hanno pari dignità e diritti, tutti devono trovare le risposte che cercano al bisogno di aiuto e supporto..

Con rispetto istituzionale e con la determinazione di chi lavora ogni giorno sul campo,
la coordinatrice Rossana Panarello e il vice coordinatore Walter Bloise.