L’iniziativa rappresenta l’evoluzione dell’ecosistema dell’innovazione Tech4You, alleanza che coinvolge le università della Calabria, Magna Graecia di Catanzaro, Mediterranea di Reggio, della Basilicata e il Cnr
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Il ministero dell’Università e della Ricerca ha approvato il finanziamento del progetto ZEPHYRUS nell’ambito della manifestazione di interesse per il sostegno alle filiere strategiche e alla messa in rete tra i soggetti della ricerca (Decreto Direttoriale n. 307 del 18 marzo 2025). L’iniziativa rappresenta l’evoluzione dell’ecosistema dell’innovazione Tech4You, nato per sostenere la transizione digitale ed ecologica nel Mezzogiorno.
Secondo i promotori, ZEPHYRUS costituisce «una nuova, solida base scientifica per affrontare la sfida al cambiamento climatico e alla transizione ecologica del Sud Italia». Il finanziamento conferma la continuità operativa di Tech4You, alleanza che coinvolge l’Università della Calabria, l’Università Magna Graecia di Catanzaro, l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, l’Università degli Studi della Basilicata e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), insieme a un ampio partenariato pubblico-privato.
Con ZEPHYRUS, il network assume anche un ruolo di coordinamento a livello nazionale, mettendo in relazione le competenze sviluppate nel Mezzogiorno con altri ecosistemi dell’innovazione, tra cui MUSA in Lombardia ed ECOSISTER in Emilia-Romagna. L’obiettivo dichiarato è «rafforzare una sinergia scientifica capace di connettere territori e filiere strategiche».
Il valore complessivo dell’investimento ammonta a 18.487.925,34 euro, con un’agevolazione concessa dal MUR pari a 13.434.235,74 euro, finanziata attraverso risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dedicate al potenziamento delle filiere strategiche. Le risorse sono articolate su due linee di intervento principali. La prima, rivolta al rafforzamento delle filiere strategiche (azione 1.1.2), dispone di 8.987.924,78 euro ed è finalizzata ad aumentare il livello di maturità tecnologica delle soluzioni sviluppate dalla ricerca. La seconda, dedicata alla validazione e alla messa in rete dei poli di innovazione (azione 1.1.3b), prevede 9.500.000,56 euro per favorire il trasferimento tecnologico verso il mercato, anche attraverso prototipi e impianti pilota testati in contesti reali.
Le ricadute attese riguardano in particolare i territori di Calabria e Basilicata, con applicazioni nei settori dell’energia, dell’edilizia sostenibile, dell’ambiente marino, della rigenerazione urbana, della gestione dei rischi e dell’agricoltura digitale. In questi ambiti, la ricerca mira a integrare tecnologie abilitanti per sostenere modelli di economia circolare orientati alla riduzione degli sprechi e alla valorizzazione dei sottoprodotti.
Il progetto fa leva su strumenti come intelligenza artificiale, Internet of Things, blockchain, realtà estesa, materiali avanzati e digital twin. Secondo quanto dichiarato, l’intento è «rafforzare la competitività delle PMI locali nelle catene del valore europee e globali». Oltre il 60 per cento delle attività sarà concentrato nel Mezzogiorno, anche attraverso living lab, programmi di formazione avanzata e modelli partecipativi rivolti a imprese e cittadini.
ZEPHYRUS viene descritto dai promotori come «una sintesi di un’alleanza accademica e scientifica senza precedenti» e come «un motore di sviluppo trasversale» per il territorio. Il progetto si inserisce inoltre nel quadro degli obiettivi del Next Generation EU e dell’Agenda 2030, richiamando il Patto per il Futuro adottato dalle Nazioni Unite nel settembre 2024, che integra il Patto Digitale Globale e la Dichiarazione sulle Generazioni Future.
In questa cornice, l’iniziativa intende contribuire, secondo i suoi promotori, a «guidare la transizione del Paese verso un modello di crescita resiliente, digitale e sostenibile».

