Mentre Messina si prepara al corteo, sulla sponda calabrese dello Stretto tecnici ed esperti si radunano per dare spessore al fronte del Sì alla mega opera da 13,5 miliardi di euro. Il Ponte continua a essere al centro del dibattito nazionale come progetto strategico per il Sud Italia. La due giorni “Connessioni Mediterranee”, tenutasi al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, ha offerto spazio a riflessioni e interventi che ne hanno sottolineato l’importanza economica, infrastrutturale e sociale.

Salini: «Il Ponte sullo Stretto è un elemento catartico»

«Il Ponte sullo Stretto è un elemento catartico», ha affermato Pietro Salini, Ceo di Webuild, in videocollegamento. «E' un'opera che può attrarre nuovi investitori e dare opportunità: scuole, università, aeroporti. Unisce 5 milioni e mezzo di abitanti alla rete ferroviaria e giustifica un'Alta Velocità che se si fermasse a Reggio Calabria non avrebbe senso». Salini ha rimarcato come le grandi opere possano inizialmente suscitare dubbi o critiche, ma rappresentino «un grande investimento, come paese. Abbiamo grandi progetti e oltre 9 mila persone che lavorano insieme a noi».

Il Ceo di Webuild ha insistito sulla necessità di concentrarsi sugli aspetti strategici: «Il tema tecnico del ponte va lasciato agli ingegneri. Se questo paese vuole crescere deve essere capace di competere con gli altri». La rete europea Helsinki-Palermo, secondo Salini, costituisce una direttrice di trasporto fondamentale e il Ponte può diventare «un po' come un biglietto da visita del nostro paese, è un po' come l'arrivo sulla luna».

Zimbalatti: le grandi opere rafforzano il ruolo delle università e lo sviluppo locale

Dal punto di vista accademico, Giuseppe Zimbalatti, Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, ha evidenziato come le grandi opere favoriscano la crescita universitaria e lo sviluppo locale: «Sicuramente il ponte sullo Stretto, ma un po' tutte le opere che sono previste all'interno del corridoio Helsinki-Palermo non possono che accrescere il ruolo che le università possono avere. Queste opere fanno crescere l'Università e l'Università può dare il suo contributo per la crescita e l'avanzamento di questi progetti».

Corazza: infrastruttura strategica e rispetto delle regole europee

Sull’impatto economico e infrastrutturale è intervenuto anche Carlo Corazza, direttore dell'Ufficio del Parlamento europeo in Italia, sottolineando l’importanza strategica del Ponte: «Il ponte sullo Stretto è un'infrastruttura strategica che rafforza l'interconnessione, l'intermodalità, il trasporto su rotaie, favorisce l'export, valorizza i porti, attirerà nuovi investimenti, favorirà il turismo». Corazza ha aggiunto che l’opera va considerata all’interno dei corridoi essenziali dell’Unione Europea e che, pur senza esprimersi nel merito, Bruxelles punta al rispetto delle regole e all’uso efficiente dei fondi: «Per noi l'importante è che soldi vengono usati bene e che le regole europee vengano rispettate».