Mario Pansini, referente regionale Fedralog: «Attività ridotte fino al 40% e imprese al limite». Oggi il vertice Unatras sul possibile stop
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Il caro carburanti spinge l’autotrasporto calabrese verso una crisi profonda, con il rischio concreto di un blocco della filiera logistica. A lanciare l’allarme è Mario Pansini, referente regionale di Fedralog Calabria, che fotografa una situazione «estremamente grave» per un comparto già fragile.
«Il caro carburante sta mettendo in ginocchio molte imprese – spiega ai nostri microfoni Pansini – soprattutto in un territorio come la Calabria, dove i costi logistici sono già più alti rispetto ad altre regioni». Il gasolio, sottolinea, arriva a incidere «fino al 30-40% dei costi», erodendo margini già ridotti. «Oggi molte aziende non stanno più guadagnando, stanno semplicemente cercando di resistere», aggiunge il referente regionale di Fedralog, delineando uno scenario in cui la sostenibilità economica è sempre più difficile da garantire.
Secondo Pansini il contraccolpo è già visibile sul piano operativo: «Il calo delle attività è reale» – ci dice – spiegando che molte imprese sono costrette a rifiutare viaggi non più sostenibili. Tre le criticità principali: «Il costo del carburante fuori controllo, i pagamenti troppo lunghi e la mancanza di adeguamenti automatici obbligatori nei contratti». In questo contesto, «un trasportatore rischia di lavorare in perdita ogni volta che mette il camion su strada».
Un quadro che apre alla prospettiva più temuta: il blocco del settore. «Il rischio è concreto – avverte – e significherebbe conseguenze immediate per tutti». Oggi è in programma una riunione straordinaria di Unatras, il coordinamento unitario delle principali associazioni nazionali dell’autotrasporto. Sullo sfondo, scenari che vanno dagli «scaffali vuoti nei supermercati» ai «rallentamenti nell’industria», fino alle difficoltà nella distribuzione di beni essenziali. «L’autotrasporto è l’anello che tiene in piedi tutta la filiera: se si ferma quello, si ferma tutto il resto. Non è un’esagerazione, è la realtà».
Alla base della crisi, secondo Fedralog, c’è anche uno squilibrio strutturale nei rapporti di filiera: «I costi aumentano, ma spesso non vengono riconosciuti», evidenzia Pansini. «In molti casi le imprese si trovano a sostenere da sole l’aumento del carburante, senza adeguamenti dei corrispettivi. Così il sistema si scarica sull’anello più debole, cioè il trasportatore». Una dinamica che «non è più sostenibile».
Da qui la richiesta di interventi immediati e strutturali: «Gli strumenti già esistono, come la clausola di adeguamento carburante, ma troppo spesso – soprattutto in Calabria – non viene applicata». Secondo quanto afferma Pansini serve dunque «far rispettare le regole e garantire maggiore equilibrio lungo tutta la filiera, ma anche attivare misure di sostegno economico». Fedralog ha già chiesto «un incontro urgente con la Regione Calabria» per avviare forme di incentivo e supporto alle imprese del comparto. Il tempo, però, è un fattore decisivo: «Senza interventi concreti e immediati, il rischio è che molte imprese non riescano più a reggere», conclude Pansini. E la sintesi del referente regionale di Fedralog Calabria è piuttosto amara: «Qui non si tratta più di fare impresa, ma di sopravvivere. E un settore che sopravvive non può garantire il futuro dell’economia».




