È pura emergenza sul versante calabrese del Parco Nazionale del Pollino, dove un incendio di enormi dimensioni continua a divorare la vegetazione tra Morano Calabro, Castrovillari e Frascineto. Alimentato dal vento di maestrale e favorito dalle alte temperature, il rogo sta impegnando centinaia di soccorritori in un'operazione di contenimento complessa e drammatica.

Il rombo assordante dei Canadair e dei mezzi aerei della flotta regionale ha risuonato sui cieli della zona per tutta la giornata di ieri, proseguendo senza sosta fino a quando la luce naturale lo ha consentito. Con il calare della notte e il rientro forzato degli aeromobili, le fiamme sono tornate a fare paura, rese ben visibili nel buio dal bagliore rosso che ha illuminato le cime della montagna. Questa mattina, alle prime luci dell'alba, i sorvoli sono ripresi a pieno ritmo per bombardare d'acqua i fronti ancora attivi e contrastare l'avanzata del fuoco dall'alto. La situazione più critica si è registrata a Castrovillari, dove nel pomeriggio di ieri un fronte di quasi cinquecento metri ha minacciato direttamente la zona Pip e l'area circostante la casa circondariale. Le fiamme sono arrivate a lambire le strutture produttive, ma il tempestivo ed estenuante lavoro dei Vigili del Fuoco e dei volontari, sul campo per tutta la notte, ha evitato danni diretti alle aziende.

«L’incendio che da ieri sera interessa la nostra città è una ferita inferta all’ambiente, bene primario che siamo chiamati a difendere e tutelare, ma anche il segnale doloroso che abbiamo ancora bisogno di un cambio di mentalità importante per far sì che simili episodi non accadano più», ha dichiarato la sindaca di Castrovillari, Anna De Gaio, che ha attivato il Centro Operativo Comunale (Coc) per coordinare i soccorsi. Oltre ai boschi e alla macchia mediterranea, si segnala un grave problema di natura sanitaria proprio perchè, in località Serra delle Ciavole, l'incendio ha colpito un deposito abusivo di pneumatici abbandonati, sprigionando una densa colonna di fumo nero. «Ho emanato un'ordinanza che informa tutti i cittadini del grave rischio per la salute a causa della combustione dei pneumatici abbandonati», ha spiegato la prima cittadina. «In via cautelativa, chiedo ai residenti, soprattutto in prossimità di Serra delle Ciavole, di chiudere tutti gli infissi, non esporsi ai fumi, evitare spostamenti all'aria aperta e non avvicinarsi assolutamente all'area interessata».

Pesanti le ripercussioni sulla viabilità. L'avanzare delle fiamme verso la sede stradale ha costretto l'Anas a chiudere temporaneamente diversi tratti dell'autostrada A2 del Mediterraneo tra Sibari e Morano Calabro. Momenti di forte apprensione si sono vissuti lungo la stessa arteria quando il fuoco ha minacciato da vicino la stazione di servizio di Frascineto, salvata in extremis dall'intervento delle squadre a terra della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco. In queste ore le operazioni si concentrano sul contenimento dei focolai che risalgono verso le vette della Manfriana e del Serra Dolcedorme, una delle aree di maggior pregio naturalistico dell'area protetta, già teatro in passato di roghi devastanti per la vegetazione e per la tutela dei Pini Loricati. Sul posto rimangono operativi gli uomini di Calabria Verde, della Polizia Municipale, dei Carabinieri e diverse associazioni di volontariato di Protezione Civile.