Il voto nel collegio Reggio Calabria-Locri, seguito come un test sul fenomeno Vannacci, consegna la vittoria al centrodestra ma evidenzia soprattutto la bassissima affluenza. Eppure senza il consenso del popolo non ci sono prospettive per la nostra democrazia
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Le elezioni suppletive per un seggio alla Camera dei Deputati nel collegio Reggio Calabria-Locri sono state ampiamente seguite.
Era la prima uscita elettorale di Vannacci con un candidato passato da F. I.a Futuro Nazionale.
L’appuntamento del 27/28 settembre era ritenuto un test importante per capire la dimensione del fenomeno Vannacci.
Si riteneva che il risultato elettorale avrebbe dato elementi conoscitivi per le politiche del prossimo anno.
Da qui la mobilitazione di tutte le testate, il numero esagerato di commenti dei mostri sacri.
Analisi serrate ma insufficienti. Un nuotare nello stagno del politicamente corretto, prigionieri di ragionamenti ben confezionati ma scontati: un test prezioso per l’avvenire e la carriera dei dirigenti.
I risultati hanno consegnato la vittoria al candidato di centro destra.
Una soddisfazione pirotecnica per il cassiere di Forza Italia e per i suoi ……danti causa.
Per i vincitori e i vinti, in buona salute i primi, azzoppati i secondi, tutto si è svolto senza sussulti.
Niente di nuovo ma solo vincitori tranquillizzati per lo scansato pericolo e i soccombenti alla ricerca dei “soliti” responsabili.
Nessuno ha tentato di capire il fenomeno dell’astensionismo, impressionante che indica un vuoto incolmabile e disimpegno pericoloso dei cittadini.
Eppure le televisioni, la carta stampata avevano dedicato ampi servizi.
I protagonisti impegnati fino allo spasimo: “Roma o morte”.
Anche in altre elezioni suppletive i votanti sono stati pochi, ma mai quanto questa volta.
Eppure il test vi è stato: la conferma che la politica non c’è, i partiti ridotti a movimenti riscaldano la cerchia dei plaudenti senza pensieri se non apparire.
Chi ha vinto? Nessuno.
Ha perso la politica.
Si è tutti sconfitti! Non vi sono stati entusiasmi, passioni che facessero volgere lo sguardo verso il futuro.
Senza il consenso del popolo non ci sono prospettive per la nostra democrazia, anchilosata e serrata in una morsa che la stritola.
Da Reggio Calabria una frana che non interessa nessuno. Non c’è il Parlamento, ridotto a un moncherino dove la collocazione dei deputati è solo la copertura di una casella.
Il Parlamento è stato travolto dall’antipolitica di disegni eversivi iniziati nella metà degli anni 90 e che continuano nel tempo.
Una Costituzione smontata per responsabilità diffuse pezzo per pezzo non interessa.
Una legge elettorale in procinto di essere votata… un insulto alla cornice di democrazia in cui è nata la nostra repubblica.
Vannacci ha perso a Reggio Calabria, forse, ma l’estremismo dell’anti politica alberga a sinistra e a destra.
La dimensione della crisi morale e politica si evince dal voto dei reggini che negli ‘70 furono protagonisti di una rivoluzione identitaria per il capoluogo della regione al grido del “boia chi molla”.
Da ragazzo ho appresso che la reggginità (con tre g) era una invocazione e un valore).
Oggi i reggini votano per una persona, che sarà anche brava, non reggina, chiamata a rappresentare quel territorio e quella popolazione.
Speriamo che il neo eletto avrà la sensibilità di trasferirsi a Reggio.
Non ci scommetterei.
Il Parlamento è svuotato; non c’è il dato della rappresentazione di interessi, collegamento tra cittadini ed eletti.
Un Parlamento un tempio della sovranità popolare oggi un’area di parcheggio per rappresentanti di grumi di potere sempre ristretti.
Vince a Reggio per la scarsa affluenza: il 12 per cento governa.
Così è tutto sotto controllo.
Il ricordo della on. Fassina compagna di Berlusconi “nominata”deputata in Sicilia, mai frequentatrice di quel territorio che avrebbe dovuto rappresentare e per coerenza…solo fugaci visite a Montecitorio, mi infastidisce.
Ricordo un film in cui un ufficiale nazista che non era riuscito a tenere una posizione, per decisione del suo generale fu messo al muro.
Prima di essere fucilato mentre un sottufficiale cercava di mettergli la benda passava un aereo che attirò l’attenzione del condannato. Il sotto ufficiale disse “major è uno dei nostri e il maggiore rispose: ma chi sono i nostri? Parafrasando noi diciamo chi ha vinto a Reggio C.
Una domanda senza risposta!

