L’europarlamentare e già candidato a governatore critica l’atteggiamento del presidente della giunta regionale e del governo nazionale: «Agricoltori, autotrasportatori e famiglie non ce la fanno più, ma il centrodestra ha scelto di ringraziare i petrolieri»
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Pasquale Tridico during Elly Schlein, Democratic Party secretary in Calabria for the regional elections, News in Catanzaro, Italy, September 11 2025
«Le immagini di una Calabria in ginocchio, con agricoltori, allevatori e autotrasportatori in strada da giorni contro il caro carburante, dovrebbero scuotere le coscienze e interpellare la politica. Tanto più perché il governo aveva gli strumenti per evitarle e ha scelto di non usarli.
Uno degli autotrasportatori in presidio ha raccontato a Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente in Consiglio regionale, che rispetto al 2025 la sua spesa per il carburante è cresciuta di 62mila euro. E tanto basta per capire a cosa si sta andando incontro». È quanto dichiara l'eurodeputato Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento 5 Stelle a Bruxelles e già candidato alla presidenza della Regione Calabria.
Tridico ricorda che «ad aprile il ministro dell'Economia Giorgetti aveva firmato con i colleghi di Germania, Spagna, Austria e Portogallo una lettera alla Commissione europea per chiedere una tassa sugli extraprofitti energetici. Ad agosto Bruxelles ha risposto che ogni Stato poteva introdurla autonomamente con una legge nazionale, ma il vicepremier Tajani, rivendicando l'azione di Forza Italia, ha sostenuto che gli extraprofitti "non esistono né nel diritto né nell'economia"».
Per l’europarlamentare, «in realtà i dati raccontano un'altra storia. Secondo Transport & Environment, nel primo semestre del 2026 otto grandi gruppi petroliferi hanno registrato circa 7,5 miliardi di euro di extraprofitti sul mercato europeo, quasi sei dei quali nel solo secondo trimestre, segnato dal conflitto in Medio Oriente. A una misura strutturale – continua Tridico – il governo Meloni ha preferito un tetto volontario di trenta giorni, con il gasolio a 2,19 euro al litro, accompagnato dai ringraziamenti ufficiali a Eni. Se dopo sette mesi di prezzi alle stelle una compagnia può tagliare circa 17 centesimi al litro e vedere il proprio titolo chiudere in rialzo del 2% proprio nel primo giorno di applicazione, significa che i margini sono enormi. Gli analisti di Equita hanno stimato il costo dell'operazione in 85-100 milioni di euro al mese, a fronte di utili attesi intorno ai 10 miliardi, osservando che il tetto potrebbe servire ad allontanare la tassa sugli extraprofitti. Temporaneo è anche lo sconto del 20% sul carburante agricolo annunciato ieri, riservato ai soli clienti Enilive e in scadenza il 31 ottobre. Perché allora non introdurre un tetto strutturale ai prezzi e una tassazione sui profitti in eccesso?».
«Una proposta concreta – spiega ancora Tridico – l'abbiamo avanzata già a marzo, presentandola all'EU Tax Symposium di Bruxelles insieme a Joseph Stiglitz e portandola al voto della plenaria ad aprile, dove l'emendamento è stato respinto per il venir meno del sostegno di forze politiche che a parole si erano dette favorevoli. Lo abbiamo ripresentato e la prossima settimana tornerà al voto a Strasburgo: ci auguriamo che chi dice di difendere famiglie e imprese disperate, questa volta, voti a favore. Con l'arrivo della stagione fredda, inoltre, le difficoltà rischiano di aggravarsi. Dal 1° ottobre la bolletta elettrica per circa tre milioni di clienti vulnerabili in maggior tutela è aumentata del 37,3%, mentre la Commissione europea ha invitato gli Stati membri a preparare misure per ridurre i consumi energetici».
«In Calabria, intanto, gli agricoltori in presidio – commenta l’europarlamentare – hanno chiesto un confronto con il presidente della Regione, che ha preferito la gita romana per presentare il suo libro. Occhiuto, peraltro, è anche vicesegretario nazionale di Forza Italia, il partito che ha rivendicato lo stop alla tassa sugli extraprofitti. Ad agricoltori, allevatori e autotrasportatori calabresi esprimo piena solidarietà auspicando che il governo, nel lavorare alla Manovra, adotti il provvedimento consentito da Bruxelles già ad agosto: un prelievo sugli extraprofitti delle compagnie energetiche da destinare al gasolio agricolo e al sostegno delle famiglie più vulnerabili. Al Parlamento europeo continueremo a batterci perché questa diventi una misura strutturale, a protezione di chi produce e di chi fatica ad arrivare a fine mese».



