Aeroporto Crotone, non si vola prima del 2 maggio: scalo bloccato dalla pandemia

VIDEO | A causa dell’emergenza sanitaria, la Ryanair ha posticipato la ripresa dei voli per Bergamo e Bologna dallo scalo pitagorico prevista per fine marzo, ma in molti avevano già prenotato

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di Francesca Caiazzo
25 febbraio 2021
16:00

Bisogna aspettare il 2 maggio per tornare a volare dall’aeroporto di Crotone. I voli per Bologna e Bergamo operati da Ryanair, che a causa della pandemia erano stati cancellati a gennaio, non riprenderanno, come preventivato, a fine marzo. Una circostanza che ha messo nuovamente in allarme il Comitato cittadino, che vigila da anni sulla gestione dello scalo pitagorico, esprimendo spesso perplessità sulla Sacal. «Ci comunicano ogni volta un posticipo della ripresa dei voli, speriamo che almeno a luglio si possa tornare a volare. Sta diventando una situazione insostenibile» spiega Franco Turano, del Comitato Cittadino Aeroporto Crotone, che si dice preoccupato per lo stallo in cui versa l’infrastruttura aeroportuale.

Disagi per passeggeri

La cancellazione dei voli tra gli ultimi giorni di marzo e il mese di aprile – dovuta all’emergenza sanitaria che limita gli spostamenti - sta creando disagi ai passeggeri, che avevano già prenotato e il comitato sta raccogliendo le loro lamentele e segnalazioni: «Ci contattano anche per essere aiutati a ottenere il rimborso del biglietto. Ma questa incertezza rischia di scoraggiare i potenziali passeggeri che vorrebbero volare su Crotone anche in futuro, ma temono che poi il volo venga cancellato». Turano racconta che ci sono anche diversi pazienti oncologici che prima utilizzavano l’aereo per spostarsi verso altre città per visite e terapie, ma che oggi devono organizzarsi diversamente, con difficoltà.


Si volevrà in estate?

La Ryanair al momento è l’unica compagnia a volare su Crotone. A dicembre la gara per coprire le tratte Roma, Venezia e Torino, in regime di oneri di servizio, è andata deserta: «Fonti attendibili ci hanno spiegato che per sistemare la situazione, bisogna fare una nuova conferenza dei servizi e vuol dire – prosegue Turano - che ci vorrà almeno un anno». La speranza è che si salvi almeno la stagione estiva: «Noi non siamo pessimisti, siamo semplicemente realisti. Speriamo che in estate si possa volare, ma non ne siamo così sicuri».

Giornalista
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