Nuovo aeroporto di Lamezia: progetto faraonico che Sacal non poteva permettersi

L'aerostazione da 51 milioni di euro era una partita persa in partenza. La società che gestisce lo scalo avrebbe dovuto cofinanziare l'opera con 34 milioni che non aveva. Alla fine, dopo 13 anni di lungaggini la Ue ha ritirato anche i suoi 17 milioni e il bluf è stato svelato

di Tiziana Bagnato
23 maggio 2020
16:49
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Occasione sfumata
Occasione sfumata

Un progetto che la Sacal ha sempre saputo di non potere sostenere. Troppi quei 34 milioni di euro a suo carico, stante il contributo di Bruxelles di 17. L’aerostazione che avrebbe dovuto accogliere i passeggeri dello scalo internazionale di Lamezia Terme è stata progettata nel 2007 in modo “faraonico”, per un valore totale di 51 milioni di euro, che l’hanno resa una chimera.

 

La bocciatura da parte della Commissione Europea che ha ritirato i fondi promessi per i troppi ritardi accumulati, ricordiamo che si trattava di un finanziamento a valere sul por 2007-2013, non solo non è stato nulla di imprevisto per la società aeroportuale che gestisce gli scali di Lamezia, Reggio Calabria e Crotone, ma da anni il presidente Arturo De Felice stava lavorando ad un progetto sottodimensionato alternativo.

 

L'inchiesta Eumenidi e la svolta

Peccato però che le interlocuzioni con la Regione e con il Consiglio di amministrazione siano rimaste “secretate”, evitando di rendere pubblico quello che stava accadendo nonostante le ripetute sollecitazioni della stampa e della politica. Fino alla gestione Colosimo, la società aeroportuale aveva cercato di destreggiarsi in modo da riuscire ad arrivare all’obiettivo dell’aerostazione attingendo ai fondi europei.

In particolare il presidente Colosimo, prima di essere inghiottito nell’inchiesta Eumenidi che spazzò via tutta la dirigenza con accuse a vario titolo di corruzione, peculato, falso, abuso d’ufficio tentato e consumato e concussione, era fiducioso di potere avere un mutuo da 25 milioni di euro.

 

Poi l’arrivo della Guardia di finanza, lo scandalo, il sequestro di documenti di ogni genere, tra i quali anche il progetto dell’aerostazione, tanto che quando Arturo De Felice prenderà le redini della Sacal sarà costretto a rivolgersi alla magistratura per chiederne il dissequestro e averne così una copia.

 

È da allora che si inizia a ragionare su altro, è quella la linea di demarcazione che segna l’accantonamento del progetto iniziale, cinque anni fa. Iniziano le interlocuzioni con la Regione per potere avere dei fondi da utilizzare su una rimodulazione del progetto europeo.

 

L’acquisizione degli aeroporti di Reggio Calabria e Crotone avrebbe infatti messo la Sacal nelle condizioni di non potere più avere le stesse garanzie finanziarie di prima. Il progetto diventa così diverso, si parla di “concept design”, di blocchi e moduli. Ma è con cambio di guida alla Regione che le cose avrebbero avuto una velocizzazione: 25 i milioni accordati per realizzare l’aerostazione con la clausola che entro dicembre 2020 dovrà essere completato il progetto di rimodulazione.

 

Nel frattempo, si è proceduto ad un bando per una tendostruttura per accontentare le richieste delle compagnie low cost che lamentavano l’assenza di un’area pre imbarco. Una circostanza che ha fatto drizzare le orecchie a chi da tempo aspettava di sapere se l’aerostazione fosse diventata un sogno nel cassetto. Anche in questo caso le richieste di chiarimenti e di sollecitazioni a mezzo stampa si sono susseguite senza alcuna risposta ufficiale, ma solo rassicurazioni a livello informale.

Giornalista
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