A San Marco Argentano la protesta degli agricoltori si è allargata agli autotrasportatori, e al presidio sono arrivati anche gli amministratori dei Comuni vicini. L’assessore alla Viabilità di San Marco Argentano, Luca Belmonte, è lì da quattro giorni. «Dopo il comparto agricolo anche i trasporti si sono fermati. Questa gente ha ragione e oggi va data la massima solidarietà e vicinanza dal mondo politico, perché così deve essere», ha detto, chiedendo poi risposte all’esecutivo nazionale: «Il governo centrale deve dare delle spiegazioni, perché tutti i giorni si va avanti con il gasolio. Il gasolio è vita per questi mezzi e speriamo che nelle prossime ore si possa risolvere tutto».

Che ai trattori si siano aggiunti i camion, per il sindaco di Roggiano Gravina Francesco Zappone, vuol dire che la protesta riguarda ormai chiunque: «Anche chi ha uno stipendio statale fa fatica ad arrivare a fine mese, perché il carovita che deriva dai carburanti ma anche da tante altre questioni sta soffocando le famiglie che una volta rappresentavano il ceto medio».

Zappone considera poco utile la misura della Regione Calabria, che a suo dire «certifica che c’è un problema» senza risolverlo, ma le critiche più dure le riserva al governo nazionale, che secondo lui trova i fondi per gli armamenti e non quelli per i cittadini. La sua proposta riguarda le banche: «Non ho capito perché si faccia tanta fatica ad andare a prendere i soldi da chi li deve dare, parlo degli extraprofitti delle banche. Quando c’è una crisi si devono prendere i soldi dai più ricchi per distribuirli ai più poveri. Se non si fa vuol dire che non c’è la volontà politica».

Davide Bufano, sindaco di Santa Caterina Albanese, ha parlato delle famiglie come dell’ultimo anello della catena dei rincari: «Siamo qui per stare vicini a chi soffre di più questa crisi, i camionisti, gli agricoltori, ma non dimentichiamoci le famiglie, che vanno nei centri commerciali e nei negozi e vedono i prezzi salire».

Bufano attribuisce la crisi a cause geopolitiche, con effetti che si scaricano sui piccoli centri. «Deve essere affrontata dalle istituzioni, dalla più piccola alla più grande. Qualcosa si muoverà, anzi credo si stia già muovendo».

Anche Gioberto Filice, sindaco di Cervicati, guarda oltre i confini regionali. La crisi ha spiegato, colpisce tutta Europa ed è legata soprattutto alla guerra in Medio Oriente, mentre lo stop dei camionisti peserà direttamente sul costo della vita. I Comuni hanno già aperto un canale con Regione e Stato: «Abbiamo iniziato a interloquire con le istituzioni regionali e nazionali. Si spera che nei prossimi giorni, attraverso dei tavoli di concertazione, si possa trovare una soluzione. Più della vicinanza in questo momento non possiamo dare, se non portare la voce dei nostri lavoratori a chi sostiene le nostre comunità».

Il sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso, ha insistito sui tempi: «Noi siamo i primi cittadini e sentiamo forte questo grido, che non viene più soltanto dall’agricoltura e dagli autotrasportatori ma dalle famiglie. Si deve intervenire subito, perché è già troppo tardi. Se non si interviene, il blackout a livello economico sarà inevitabile con tutte le conseguenze che potrà comportare».

Il suo appello è rivolto al governo e all’Europa: «È a Roma che si decide gran parte di questa vicenda. Questo non è più il disagio di un comparto, ormai è diventato un disagio sociale».