Coronavirus, presto un'app per conoscere gli spostamenti: privacy a rischio?

VIDEO | Il governo ha varato una task force che dovrà decidere come la tecnologia ci controllerà durante l'isolamento per contenere il contagio. Intanto l'avvocato Baldrati spiega: «Si può contemperare la lotta al covid-19 e la difesa della privacy»

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di Agostino Pantano
4 aprile 2020
13:23

Si allungano i tempi dell’emergenza e il governo annuncia di volersi avvalere della tecnologia per reprimere gli spostamenti non autorizzati. È in corso nel Paese un dibattito su come contemperare l’esigenza primaria del contenimento del contagio e le garanzie costituzionali, ovvero il diritto alla riservatezza dei dati che – una volta finita l’emergenza – potrebbero essere utilizzati anche per scopi diversi.

Su questo abbiamo sentito uno degli esperti riuniti nell’associazione Privacy Network che ha base a Milano, l’avvocato Andrea Baldrati, il quale precisa che «si può tenere rendere coerente il principio generale della necessità di contenere il contagio, senza avere una invasività molesta». Il governo ha varato una task force sul tema specifico. «A breve – prosegue il legale – si saprà che tipo di app verrà usata per conoscere i nostri spostamenti, sapere dove sappiamo e se rispettiamo l’isolamento oppure no. È fondamentale che il governo faccia scelte sulla quantità, ovvero non servono cento dati per localizzare una persona, e soprattutto sui tempi, perché quando l’emergenza sarà finita c’è biosgno della garanzia che le informazioni acquisite rimangano anonime, per fini statistici, oppure vengano distrutte».


Per questo è in campo anche il garante per la privacy, Antonello Soru, che recentemente è intervenuto sul caso della massiccia violazione di account sul sito del Inps, connessa alla presentazione di massa della domanda per avere diritto ai benefici. Molto dipende dai tempi che la task force governativa si è data per decidere di quale app avvalersi «ma – conclude Baldrati – come ha anticipato il premier Conte, esiste una fase 2 dell’emergenza in cui sebbene verranno autorizzate delle attività in più rispetto a oggi, dovremo convivere ugualmente con misure di contenimento e, di conseguenza, anche con la tecnologia che farà sapere alle autorità la nostra localizzazione e anche abitudini e consumi».   

Giornalista
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