Emessa la sentenza di secondo grado sull’inchiesta istruita dalla Dda di Catanzaro su una presunta organizzazione che avrebbe favorito gli interessi delle cosche crotonesi Grande Aracri, Trapasso e Mannolo
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È giunto al secondo grado di giudizio il procedimento penale scaturito dall'inchiesta della Dda di Catanzaro denominata Basso Profilo, incentrata su una presunta organizzazione in grado di tenere insieme interessi di politici, imprenditori e persino forze dell'ordine infedeli, i quali avrebbero favorito gli interessi delle cosche crotonesi Grande Aracri, Trapasso e Mannolo.
Presunta cerniera di collegamento tra i due mondi sarebbe stato Antonio Gallo, imprenditore di Sellia Marina, condannato in primo grado a 30 anni di carcere. Oggi la Corte d’Appello ha rideterminato nei suoi confronti la pena in 26 anni di reclusione. In venti anni e quattro mesi è stata invece rideterminata la pena nei confronti di Umberto Gigliotta, imprenditore catanzarese mentre Ercole d'Alessandro, il presunto finanziere infedele, è stato condannato a 5 anni e 3 mesi di reclusione. Condannata inoltre a 2 anni e 9 mesi di reclusione Glenda Giglio, ex presidente di confindustria giovani di Crotone. In primo grado era stata assolta.
La sentenza
- Henrik Baci, 4 anni e 4 mesi (in primo grado: 2 anni con pena sospesa);
- Antonio Santo Bagnato, assolto (in primo grado 6 anni e 6 mesi);
- Eliodoro Carduccelli, 7 anni, 3 mesi e 16.200 di multa (in primo grado 8 anni);
- Ilenia Cerenzia, 2 anni, 4 mesi e 5mila euro di multa (in primo grado 4 anni e 5 mesi);
- Nicola Cirillo, assolto (in primo grado 2 anni e 8 mesi);
- Ercole D’Alessandro, 5 anni e 3 mesi (in primo grado 6 anni e 8 mesi);
- Santo Faldella, 5 anni e 14mila euro di multa (in primo grado 4 anni e 10 mesi);
- Antonello Formica, assolto (in primo grado 6 mesi);
- Antonio Gallo, 26 anni (in primo grado 30 anni);
- Francesco Gallo, 3 anni 7 mesi 12mila euro – (in primo grado 4 anni e 2 mesi);
- Glenda Giglio, 2 anni e 9 nove mesi (in primo grado assolta);
- Umberto Gigliotta, 20 anni e 4 mesi (in primo grado 30 anni);
- Odeta Hasaj, 3 anni 7 mesi (in primo grado 4 anni e 2 mesi);
- Andrea Leone, 15 anni 4 mesi (in primo grado 18 anni);
- Francesco Lerose, 5 anni (in primo grado 4 anni e 8 mesi);
- Ieso Marinaro, 5 anni 4 mesi 19mila euro di multa (in primo grado 7 anni e 1 mese);
- Giovanni Mazzei, assolto (in primo grado 3 anni);
- Liberato Paciullo, 3 anni 8 mesi e 12.500 euro di multa (in primo grado 4 anni e 4 mesi);
- Daniela Paonessa, 5 anni e 5 mesi 400 euro di multa (in primo grado 7 anni e 1 mese);
- Andrea Rosa, 3 anni 7 mesi 12mila euro di multa (in primo grado 4 anni e 2 mesi);
- Umberto Rotundo, assolto (in primo grado 2 anni e 2 mesi);
- Rolando Russo, assolto (in primo grado 3 anni e 4 mesi);
- Giovanni Lorenzo Servidio, assolto (in primo grado 3 anni e 4 mesi);
- Maria Teresa Sinopoli, 5 anni, 10 mesi 14.500 euro (in primo grado 7 anni e 8 mesi);
- Rosa Talarico, 3 anni 10 mesi e 13.200 euro (in primo grado 4 anni e 6 mesi);
- Luca Torcia, 1 anno 8 mesi 4.400 euro di multa (in primo grado 2 anni e 7 mesi);
- Rosa Torcia, 3 anni, 8 mesi e 10mila euro di multa (in primo grado 3 anni e 9 mesi).
La Corte d’Appello di Catanzaro ha confermato nel resto la sentenza di primo grado e ha condannato tutti gli imputati per i quali è stata affermata la responsabilità penale al rimborso delle spese processuali in favore delle parti civili costituite, ovvero il Comune di Catanzaro, il Comune di Roccabernarda e la Provincia di Catanzaro.
Ulteriori rimborsi delle spese processuali sono stati stabiliti in favore del Comune di Cutro, del Comune di Sellia Marina e Intesa San Paolo, tutti enti costituiti in giudizio. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Massimiliano Carnovale, Fabrizio Costarella, Sergio Rotundo, Luigi Falcone, Vincenzo Ioppoli, Piero Chiodo, Eugenio Felice Perrone, Valerio Murgano, Salvatore Staiano, Corrado Politi e Michele Gagliano.

