Sarà trasmessa domani alla Protezione civile la richiesta formale per il rimpatrio delle salme dei quattro braccianti morti nella strage di Amendolara.

L'istanza sarà presentata dai familiari delle vittime, temporaneamente accolti da un'associazione di Cassano allo Ionio, grazie alla mediazione culturale garantita dalla Flai Cgil e dalla Cidis, che stanno assistendo i parenti dei lavoratori stranieri deceduti il primo giugno nel rogo di un minivan avvenuto nei pressi di una stazione di servizio lungo la strada statale 106.

Sabato scorso è stata notificata l'identificazione ufficiale delle vittime, resa possibile dagli esami del Dna disposti dalla Procura di Castrovillari, che coordina le indagini sulla tragedia.

Sarà il Dipartimento della Protezione civile a curare il rimpatrio delle salme, come stabilito dalla Giunta regionale della Calabria, che si farà carico anche delle spese. A tal fine il Consiglio regionale ha approvato una variazione di bilancio, istituendo un apposito capitolo di spesa da 100 mila euro.

L’attesa dei familiari

La Protezione civile sta completando le procedure per l'affidamento del servizio di trasporto dei feretri, che avverrà con un volo cargo diretto in Afghanistan e Pakistan, Paesi d'origine delle quattro vittime.

I familiari attendono ora il rientro delle salme. Ad accompagnare i feretri ci sarà il cugino di una delle vittime, che raggiungerà l'Afghanistan con un volo di linea. La Protezione civile provvederà inoltre a organizzare il rientro nei rispettivi Paesi europei di residenza degli altri familiari giunti in Calabria per consentire l'identificazione dei corpi.

Secondo quanto si apprende, l'iter richiederà ancora alcuni giorni, trattandosi di una procedura amministrativa particolarmente complessa.