Catanzaro, cittadinanza onoraria al medico Camporota che curò Boris Johnson

Il professore calabrese fu parte integrante del team che si occupò del primo ministro inglese. Polimeni: «Esempio positivo. La città è orgogliosa di lui»

di Daniela  Amatruda
12 giugno 2020
11:34

Catanzaro si prepara ad accogliere il concittadino Luigi Camporota, un'eccellenza nel campo della terapia intensiva e della cura delle malattie respiratorie che da anni vive e lavora a Londra e che fa parte del team che curò il primo ministro inglese Boris Johnson, affetto da Coronavirus. 

Nato a Catanzaro, Camporota portò a termini i suoi studi in medicina in Calabria, poi la decisione di trasferirsi in Gran Bretagna. Nella sua città natale vive ancora la sua famiglia e a breve, appena gli sarà possibile, farà ritorno a Catanzaro dove l'Amministrazione comunale ha deciso di conferirgli la cittadinanza onoraria.

Ad annunciarlo, il presidente del consiglio comunale Marco Polimeni.

Il medico che curò Boris Johnson

Polimeni spiega: «È un catanzarese che ha saputo trovare la propria strada all’estero, e l’ha fatto con grande successo. Il fatto che abbia curato dalla Covid-19 il premier inglese Boris Johnson è la dimostrazione di quanto sia apprezzata e riconosciuta la professionalità di quest’uomo nato nel capoluogo calabrese, cresciuto in via Buccarelli e specializzatosi nella nostra Università. Sentirsi orgogliosi di lui, uno dei più apprezzati esperti di malattie polmonari del Regno Unito, è perfettamente naturale».

 

Pertanto: «Camporota merita la cittadinanza onoraria e lo ringrazio sin d’ora di aver accettato la proposta che ho avanzato all’amministrazione comunale: il sindaco Sergio Abramo e tutti i capigruppo l’hanno condivisa immediatamente. La cerimonia - fa presente - non sarà immediata, ci vorranno ancora mesi perché il professore, impegnato nella lotta inglese al coronavirus, possa rientrare nella sua città. Lo aspettiamo con estremo orgoglio. Ma quando sarà possibile lo festeggeremo tutti insieme».

Polimeni: «Esempio positivo»

Quella del medico calabrese è stata una delle storie più belle raccontate nei mesi bui della pandemia: «L’esempio concreto di quanto servano le idee unite alla passione per il proprio lavoro e al sacrificio per ottenere risultati. La vocazione in ciò che si fa ogni giorno dopo anni e anni di studio. La tenacia con cui si punta a superare gli ostacoli che, nel caso di Camporota, potevano sembrare - e sottolineo il verbo sembrare - insormontabili: la regione e la città di provenienza non sono state, evidentemente, uno svantaggio totale. Anche partendo da qui, e la sua storia è un modello che i giovani possono e devono seguire, si possono raggiungere le vette più alte».

 

«Il medico catanzarese – rimarca Polimeni -  lo ha dimostrato chiaramente. Si è affermato e, affermandosi, ha portato con sé uno spicchio di Catanzaro e di Calabria permettendo al nostro territorio di essere conosciuto, dai media nazionali e internazionali, per quello che realmente è: un posto che sa produrre e creare cose buone e gente perbene, un grande contenitore di idee e persone che sanno affermarsi e riscuotere successo.

Il professor Camporota è l’emblema di un’altra narrazione di Catanzaro e della Calabria, nuova e vera».

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