Magistratura

Cena a casa Pittelli ma per la commissione del Csm i giudici Perri e Scuteri non vanno trasferiti

Il no al provvedimento non è stato unanime. I magistrati della Corte d’Appello di Catanzaro sono al centro di una pratica che ora dovrà essere discussa in Plenum. Dalle carte emerge l’inchiesta sulla presunta “loggia massonica” che per la procura di Salerno non è stata dimostrata

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di Antonio Alizzi
2 giugno 2022
12:08

Quel filo diretto tra le procure di Catanzaro e Salerno, circa le posizioni (penali e amministrative) di tanti magistrati in servizio al Distretto giudiziario di Catanzaro, trova piena conferma, così come anticipato dal nostro network, da un provvedimento della prima commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, nei confronti di due giudici della Corte d’Appello di Catanzaro. Si tratta dei togati Giuseppe Perri e Pietro Scuteri. Per entrambi, al termine dell’istruttoria, la prima commissione, che doveva valutare l’eventuale incompatibilità ambientale dei due magistrati con conseguente trasferimento, ha proposto di archiviare la pratica. In realtà, la prima commissione, andando al voto, si è completamente spaccata. Infatti a favore dell’archiviazione della pratica hanno votato i consiglieri Benedetti e Braggion. Voto contrario per Di Matteo, mentre si sono astenuti i consiglieri Celentano e Chinaglia. E Cerabona non ha preso parte alla votazione.

Come nasce il procedimento contro i giudici Perri e Scuteri

La procura di Salerno, come anticipato in un altro servizio, nei mesi scorsi aveva invocato una richiesta di archiviazione per i magistrati e gli avvocati che originariamente erano indiziati di far parte di una presunta loggia massonica, a seguito delle dichiarazioni etero ed auto-accusatorie rese dall’ex presidente della seconda sezione penale della Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro, Marco Petrini.


Il fascicolo al Consiglio Superiore della Magistratura, è stato notificato il 15 aprile scorso. Dagli atti, quindi, emergeva come «In tale procedimento penale erano indagati numerosi magistrati in servizio (o già in servizio) nel distretto di Catanzaro. Le indagini avevano tratto spunto dalle dichiarazioni rese all’autorità giudiziaria dal dott. Marco Petrini, già presidente di sezione della Corte d’appello di Catanzaro e tratto in arresto per plurimi episodi di corruzione in atti giudiziari». Il processo Genesi pende in appello a Salerno, non solo per Petrini, ma anche per l’avvocato Francesco Saraco e per il medico cosentino Emilio Mario Santoro.

Loggia massonica a Catanzaro: le parole di Petrini prive di riscontri

Dalle indagini svolte dalla procura di Salerno, circa l’esistenza o meno della loggia massonica, si è arrivati alla conclusione che il narrato di Petrini era privo di riscontri. Un fatto non di poco conto rispetto a chi prima accusa e poi ritratta. E non è la prima volta che accade con Petrini. E così, nella richiesta di archiviazione, si legge nel documento della prima commissione, «il narrato iniziale del Petrini in ordine alla sua, e a quella di altri, affiliazione massonica tesa a garantire gli interessi della locale avvocatura - … - è rimasto privo di riscontri, non trovando adeguato supporto né convergenza sia nelle altre fonti dichiarative, sia nelle attività di intercettazione, quest’ultima protrattasi per diversi mesi e… certamente condizionata dalla discovery (a seguito degli arresti) di altri procedimenti».

Il trojan nel cellulare di Pittelli e l’informativa dei carabinieri del Ros

Entrando nel merito della vicenda, i consiglieri del Csm, hanno analizzato le iniziali contestazioni, secondo cui i due magistrati Perri e Scuteri, avrebbero partecipato a una cena insieme all’avvocato Giancarlo Pittelli, imputato in Rinascita Scott. Cena che sarebbe avvenuta a Catanzaro nell’abitazione del noto penalista calabrese, già deputato della Repubblica italiana, il 16 marzo 2018, ovvero un anno e mezzo prima del famoso blitz della Dda di Catanzaro, contro le cosche della provincia di Vibo Valentia.

Da ciò che emerge dalle carte dell’inchiesta della procura di Salerno, «a tale cena avevano partecipato anche due magistrati del distretto di Catanzaro, ossia il dott. Giuseppe Perri e il dott. Pietro Scuteri, all’epoca entrambi giudici per le indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro e attualmente entrambi consiglieri della Corte d’appello di Catanzaro; alla stessa cena erano stati invitati anche altri magistrati del distretto, che però avevano declinato l’invito o comunque non avevano partecipato. Poiché sul telefono portatile dell’avv. Pittelli era all’epoca installato un cd. trojan, gli inquirenti avevano potuto ascoltare il contenuto delle conversazioni svoltesi prima e durante la cena; conversazioni relative a tematiche di carattere generale, sociale e politico, ma pure a vicende di natura giudiziaria e all’operato “di diversi magistrati”, per lo più del distretto di Catanzaro. Prima dell’inizio della cena l’avv. Pittelli, parlando con due avvocati, si era riferito a “non meglio precisate cene a Roma” e aveva detto di essersi recato nella sede “delle logge massoniche romane”».

La menzionata richiesta d’archiviazione della procura di Salerno, in cui sono citati magistrati in servizio nei tribunali di Catanzaro e Cosenza, viene definitivamente archiviata il 21 aprile 2021. In prima commissione arriva sia il presente decreto che l’informativa sulla cena dei carabinieri del Ros, contenuta in uno dei faldoni di Rinascita Scott.

Caso Perri-Scuteri, l’audizione del presidente Introcaso

I componenti della prima commissione decidono di ascoltare il presidente della Corte d’Appello di Catanzaro, Domenico Introcaso. Questo avviene il 27 luglio 2021. In questa sede il magistrato cosentino aveva riferito che «i dottori Perri e Scuteri sono entrambi assegnati alla seconda sezione penale, la quale ha garantito negli ultimi anni “una produttività direi quasi eccezionale”».

A dire di Introcaso, «i magistrati ad essa assegnati, compresi i dottori Perri e Scuteri, svolgono il loro lavoro “in termini di impegno, di coinvolgimento personale, di sacrificio anche personale”, aggiungendo di aver saputo “della partecipazione di Perri a questa cena dalla richiesta di archiviazione di Salerno”. E ancora: “Si mormora di questa cena perché i notiziari, soprattutto quelli locali, via internet, sostanzialmente questi giornali, queste pubblicazioni o questi mezzi di informazione via internet parlano di questa cena, però nominativamente posso dire, a mia conoscenza, non c’è stato nessun riferimento di carattere individualizzante e personale, nel senso che si mormora di questa cena e si fanno pettegolezzi su questi mezzi di informazione, che son per lo più di tipo scandalistico. Si fa menzione di questa cena, però non c’è nessun riferimento personale o nominativo a questi o ad altri magistrati, per la verità».

I procedimenti trattati da Perri e Scuteri e patrocinati da Pittelli

Così la prima commissione del Csm decide di approfondire la questione, chiedendo al presidente di Introcaso di documentare, nei giorni a venire, i processi trattati in Corte d’appello dall’avvocato Pittelli negli ultimi anni, indicando altresì quale fosse la composizione del collegio che ha trattato e deciso la causa. La risposta del presidente della Corte d’Appello di Catanzaro giunge il 15 settembre 2021. «Da essa emerge che, per gli anni 2017, 2018 e 2019, e limitatamente ai processi patrocinati personalmente dall’avvocato Pittelli, il dott. Scuteri ne ha trattati due, in uno dei quali è stato anche relatore, mentre il dott. Perri ne ha trattati otto, in due dei quali è stato anche relatore».

L’ulteriore dato acquisito dalla prima commissione del Csm è quello di verificare se i due giudici si fossero astenuti dai procedimenti trattati negli anni antecedenti alla cena. «Dalle stesse certificazioni di cancelleria emerge che nella sezione misure di prevenzione “non risultano agli atti dichiarazioni di astensione da parte dei relativi presidenti dr. Perri e Scuteri”, mentre da parte delle sezioni gip/gup e riesame non è stato possibile reperire tali informazioni». La prima parte dell’istruttoria, dunque, si conclude con la decisione di aprire la pratica di trasferimento per incompatibilità ambientale e/o funzionale sia per Perri che per Scuteri.

Cena a casa Pittelli: gli accertamenti amministrativi

Nei successivi accertamenti amministrativi la prima commissione prende atto delle persone che erano presenti alla cena a casa Pittelli (anche un ex giudice del Tar di Catanzaro, cinque avvocati del foro di Catanzaro, un odontoiatra, un colonnello dei carabinieri), mentre altri due togati avevano declinato l’invito per motivi personali.

Nel corso della cena, così come scritto nella suddetta richiesta di archiviazione della Procura di Salerno, i commensali «si lasciano andare a commenti e considerazioni personali (…) anche sull’operato di diversi magistrati” operanti nel distretto di Catanzaro; invero i commenti e le valutazioni dei commensali, anche specifici e piuttosto critici, riguardano sia determinate vicende giudiziarie proprie del distretto, trascorse e attuali, sia l’operato di non pochi magistrati; si segnalano, ad esempio, commenti critici sull’attuale procuratore della Repubblica di Catanzaro, dott. Nicola Gratteri».

Come si sono difesi dinanzi al Csm i due giudici Perri e Scuteri

Il passo successivo all’apertura del procedimento amministrativo è stato quello di dare facoltà ai giudici di difendersi. Nelle memorie depositate, infatti, il giudice Giuseppe Perri ha rivendicato «di non avere mai avuto con l’avv. Pittelli alcun rapporto di frequentazione, né telefonica né personale», precisando che la cena del 16 marzo 2018 è stata l’unica occasione in cui lo ha frequentato per ragioni non d’ufficio.

Secondo Perri, all’epoca l’avvocato Giancarlo Pittelli «appariva persona affidabile», spiegando che «le nostre conversazioni non hanno mai avuto ad oggetto vicende giudiziarie né tanto meno questioni personali, familiari o confidenziali». Prima di quella cena del 2018 l’avvocato Pittelli l’aveva invitato altre volte ma lui aveva declinato gli inviti, così come risulta dalle conversazioni intercettate. Perri inoltre ha sottolineato di essere rimasto in silenzio per quasi tutta la cena, limitandosi «a raccontare un aneddoto sulla performance di un avvocato nella trattazione di un procedimento penale assegnato ad altro magistrato».

Altra rivendicazione fatta dal giudice Perri è stata quella relativa alla definizione dei procedimenti patrocinati da Pittelli che «non si sono conclusi in maniera favorevole per gli assistiti del Pittelli». Infine, Perri ha segnalato che non sarà lui a trattare in appello il processo Rinascita Scott perché, a decorrere dal 5 gennaio 2022, si è trasferito, su sua domanda, alla terza sezione civile della Corte d’appello.

Il giudice Pietro Scuteri, invece, ha fatto emergere come all’epoca della cena «l’avv. Pittelli era una persona che allo scrivente non risultava fosse gravata da precedenti penali, la cui condizione di indagato non gli era nota e che non era nota socialmente, le cui frequentazioni risultavano piuttosto rassicuranti o comunque non tali da ingenerare sospetti e che, inoltre, non aveva mai coinvolto chi scrive, anche solo verbalmente, in situazioni opache o poco commendevoli».

Scuteri ha riferito che l’episodio della cena «è stato un episodio unico, isolato, non preceduto e non seguito da altri episodi analoghi». Inoltre, durante la cena «nessun riferimento veniva mai fatto ad un vissuto comune o al più piccolo episodio condiviso in precedenza, né tanto meno a questioni personali, tali da denotare un rapporto amicale o di frequentazione».

Perri e Scuteri alla sezione civile della Corte d’Appello di Catanzaro

In ultimo, Morgigni, difensore dei due giudici, ha aggiunto che il trasferimento al settore civile è stato chiesto dai suoi due assistiti «per dissipare anche solo il dubbio» di comportamenti inopportuni e per impedire a priori che possa esservi trattazione di procedimenti in cui l’avvocato Pittelli sia imputato o difensore. Morgigni ha poi precisato che «qualora la Commissione non ritenesse sufficiente questo spostamento nel settore civile, noi siamo disponibili anche a spostare le funzioni e la sede di lavoro, nel senso di cambiare ufficio, fermo restando l’attività da svolgere nel civile… Quindi se dovessimo vedere una proposta diversa da un’archiviazione, tra la proposta e l’archiviazione diciamo fin da adesso che siamo disponibili a presentare una richiesta di trasferimento in prevenzione».

No al trasferimento di Perri e Scuteri: le motivazioni

La richiesta di trasferirsi al Civile, dunque, è stata colta in senso positivo dalla prima commissione, secondo cui, il trasferimento sarebbe «idoneo a far venir meno la sussistenza di un effettivo e concreto pregiudizio per la loro indipendenza e imparzialità».

Ciò sarebbe dimostrato, scrive la prima commissione, dalla stessa formulazione della contestazione notificata ai due interessati: in essa è scritto che i «complessivi elementi di fatto» raccolti erano idonei «a compromettere lo svolgimento, in maniera serena, indipendente ed imparziale, anche sul piano della percezione esterna e della necessaria credibilità, delle funzioni giudiziarie… svolte nel settore penale della Corte d’appello di Catanzaro, nel quale patrocinano i colleghi di studio dell’avvocato Pittelli ed al quale, con ogni probabilità, confluirà il processo Rinascita Scott dopo la decisione del Tribunale di Vibo Valentia». Il Plenum tratterà la pratica il prossimo 8 giugno. E si prevedono scintille.

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