L’inchiesta

Cocaina per gli albanesi che però non saldano. E Bellocco tranquillizzava il boss brasiliano: «Pagheranno»

Dalle carte dell’operazione Magma 2 emerge il ruolo di intermediazione del presunto capo ‘ndrangheta reggino che garantiva i narcos sudamericani sugli esiti del traffico di droga in Europa

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28 ottobre 2022
07:15

Broker internazionali e garanti finanziari, spedizioni transoceaniche e mancati pagamenti. Si trovano a proprio agio dentro il mercato globalizzato, i presunti narcos legati ai Bellocco finiti in manette giovedì nell’ambito dell’operazione Magma 2 della distrettuale antimafia di Reggio. E proprio come aziende multinazionali si muovono gli attori di questa vicenda costruita sul traffico di cocaina tra il Brasile, la Calabria e l’Albania.

Il triangolo

Sul piatto c’è un carico di cocaina in arrivo direttamente dal Brasile. 5 chili di polvere bianche da prendere a buon prezzo e da piazzare agli “amici” albanesi. Sullo sfondo, la ricerca di nuovi canali di approvvigionamento da parte del gruppo che fa capo a Umberto Bellocco, ritenuto il vertice dell’associazione. Un desiderio – quello di aprirsi a nuovi fornitori, diversificando, proprio come una normale aziende, i propri canali di acquisto – che Bellocco coltiva da tempo e che, pur di difendere, lo vede scendere direttamente in campo nel ruolo di mediatore e garante. Un ruolo che lo porterà a disporre ai propri sodali diversi viaggi verso Mantova (città dove il gruppo albanese che fa capo a Ersido Shkurti gestisce i propri affari) e verso Tirana per cercare di recuperare il denaro; e che lo vedrà ospitare nella propria casa Claudio Alexandre De Castro Caldas, narcos brasiliano con affari in Lombardia, sceso a Rosarno per appianare di persona una rogna che aveva provocato diversi malumori.


Il carico

La cocaina in arrivo dal Brasile era stata stoccata in Svizzera direttamente da De Castro. Sarà il suo tramite Corapi, dicono le indagini, a fare da collegamento con il gruppo legato a Bellocco. In una riunione milanese, il gruppo stringe l’accordo: «già nel corso degli incontri che si sono tenuti a Milano nel gennaio 2018 – scrive il Gip nell’ordinanza di arresto – veniva stabilito che lo stupefacente, una volta prelevato dal sito di stoccaggio, sarebbe stato consegnato ad un altro gruppo, quello dello Shkurti Ersido». A prelevare la droga dal deposito elvetico e trasportarla direttamente a Mantova, nel quartier generale degli albanesi, ci pensano Giuseppe Cotroneo e Francesco Agostino. Il patto è chiaro, il gruppo acquirente può pagare con calma entro un paio di mesi dal rifornimento. Ma qualcosa non torna. Shkurti prende tempo, trova scuse, i tempi si dilatano. E gli animi si innervosiscono.

Corapi, pressato dai brasiliani, batte cassa continuamente, tanto che il gruppo calabrese è costretto ad organizzare anche un viaggio in Albania nel tentativo di recuperare il denaro. Mancano tanti soldi al saldo definitivo della partita di droga e i continui “rimbalzi” che Corapi riceve da Cotroneo e Agostino convincono Bellocco (che sugli albanesi non vuole intervenire in modo cruento per non perdere a sua volta i rifornimenti di hashish e marijuana che gli stessi albanesi gli garantiscono) ad ospitare il boss sud americano per appianare definitivamente la situazione.

L’incontro

Siamo ormai al mese di agosto. Il gruppo albanese è in ritardo di più di 5 mesi. È Agostino ad organizzare la “calata” del brasiliano in Calabria dopo avere vinto le resistenze di Bellocco che in un primo momento non avrebbe voluto incontrare direttamente De Castro. A convincerlo, la necessità di mantenere operativi entrambi i contatti. È lo stesso Bellocco a spiegare perché i suoi non possono usare le cattive maniere per porre fine alla questione: «Gli albanesi a noi ci danno 200-300 chili d’erba… così sulla fiducia, e loro vengono a prendere i soldi pure dopo sette, otto mesi… adesso non possiamo fare forzatura più di tanto – spiega il presunto boss – perché loro possono pensare “io ho fiducia in te, tu perché mi pressi per questi soldi”. Ma non ti preoccupare, perdere non perdiamo… io ti do la mia parola che tu avrai tutti i soldi, tutti! Non perdi neanche un centesimo».

E se i soldi sono garantiti, altrettanta sicurezza non si può avere sulla puntualità del pagamento. Bellocco è chiaro anche su questo aspetto: «io quando dico una parola quella è, ma può essere che quelli a settembre ci portano 40 mila, 20 mila, capito? Non voglio che poi tu mi dici “Bellocco mi ha detto che da tutti i soldi e mi ha dato solo 20 mila».

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