Quaranta pratiche di collaudo che, secondo la Procura di Cosenza, sarebbero state definite sulla base di attestazioni non corrispondenti alle operazioni effettivamente svolte. È questa l’ipotesi al centro del procedimento penale per il quale cinque persone rischiano il rinvio a giudizio.

Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Cosenza, Giusy Ferrucci, ha fissato l’udienza per il prossimo 6 ottobre 2026. In quella sede saranno discusse la richiesta formulata dalla Procura e le posizioni delle difese.

Gli imputati, i cui nomi vengono omessi, risiedono rispettivamente a San Giovanni in Fiore, Lattarico, Trebisacce, Dipignano e Morano Calabro. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Franco Antonio, Giovanni Carlo Tenuta, Francesca Occhiuzzi, Maurizio Nucci e Maria Francesca Colistra.

L’ipotesi formulata dalla Procura

Le contestazioni riguardano, a vario titolo, le ipotesi previste dagli articoli 110, 476 e 479 del codice penale, relative al concorso nel reato e alle falsità materiale e ideologica in atti pubblici.

Secondo la ricostruzione accusatoria, il titolare di un’attività operante a San Giovanni in Fiore avrebbe agito, nelle diverse pratiche, insieme ad alcuni dipendenti e funzionari dell’Ufficio della Motorizzazione civile di Cosenza e, in alcuni episodi, al titolare di un’agenzia.

Gli indagati avrebbero attestato di avere effettuato i collaudi previsti e di avere verificato i requisiti necessari per la circolazione e l’omologazione di componenti aggiuntivi installati sui veicoli. Accertamenti che, secondo la Procura, non sarebbero invece avvenuti nelle modalità riportate nella documentazione.

Le attestazioni avrebbero consentito il rilascio di nuove carte di circolazione, in presunta violazione degli articoli 75 e 78 del Codice della strada. Complessivamente, la richiesta di rinvio a giudizio comprende quaranta capi d’imputazione, collegati ad altrettanti veicoli e procedimenti amministrativi.

Fatti contestati tra il 2023 e il 2025

Gli episodi si sarebbero verificati tutti a Cosenza tra maggio 2023 e novembre 2025. Una prima parte delle contestazioni riguarda pratiche definite nel corso del 2023; le restanti si concentrano soprattutto tra settembre e novembre 2025.

La documentazione indica come persona offesa la Motorizzazione. Il quadro accusatorio poggia, tra l’altro, sulla comunicazione di notizia di reato redatta dalla Sezione di Polizia stradale di Cosenza e sui relativi allegati acquisiti al fascicolo.

La richiesta di rinvio a giudizio è stata sottoscritta il 30 giugno 2026 dal sostituto procuratore Antonio Bruno Tridico. L’udienza preliminare servirà a stabilire se gli elementi raccolti siano sufficienti per disporre il processo oppure se ricorrano i presupposti per una diversa conclusione.

I nomi degli imputati

  • Luigi Marra
  • Antonio De Luca
  • Giuseppe Oriolo
  • Maria D’Agostino
  • Angelo Natale Mainiero