Cosenza, la lunga notte del 118: «È stata dura, ma reggiamo e nessuno sarà lasciato a casa»

Il responsabile del servizio analizza quanto accaduto nelle ultime 12 ore e rassicura sulla capacità del sistema di sostenere l’impatto con l’aumento dei contagi (ASCOLTA L'AUDIO)

di Emily Casciaro
31 ottobre 2020
11:58
La fila di ambulanze a Cosenza e il responsabile del 118 Riccardo Borselli
La fila di ambulanze a Cosenza e il responsabile del 118 Riccardo Borselli

È stata una nottata difficile quella appena trascorsa all’ospedale di Cosenza. La lunga fila delle ambulanze davanti al pronto soccorso, con dentro pazienti Covid in attesa di un posto in reparto, è un’immagine che dà l’idea tangibile di quello che sta succedendo.


«Ci sono evidenti criticità - dice il responsabile del 118 Riccardo Borselli - ma il sistema ancora sta reggendo». Usa toni rassicuranti Borselli, che sottolinea come «le terapie intensive non sono ancora piene» e «siamo preparati a gestire l’emergenza».

 

Nella notte sono arrivati altri 8 pazienti Covid tutti provenienti da Rsa e cliniche del territorio. Persone con problemi respiratori. Solo per un paziente non è stato necessario il ricovero. Tutti gli altri sono stati ricoverati in reparto.

 

L’ambulanza prima o poi arriva

«Gestisco un esercito di 500 operatori sanitari in organico e 300 volontari di soccorso in convenzione con l’Asp. Le richieste di intervento in questi giorni sono tantissime e la centrale operativa è sommersa da telefonate di pazienti Covid, ma ancora non siamo in emergenza e siamo pronti a gestire la situazione – continua -. Magari un’ambulanza può arrivare con qualche minuto di ritardo, ma arriva. I cittadini devono stare tranquilli: non lasceremo nessuno a casa».



Ospedalizzare il minimo possibile

La curva dei contagi aumenta in maniera esponenziale e la provincia di Cosenza è tra le più colpite. Al momento l’indirizzo è “ospedalizzare il minimo possibile”. Intanto, proprio stamattina, l’ospedale di Rossano sarebbe pronto ad accogliere pazienti Covid. All’ospedale di Rogliano un reparto Covid è stato attivato, ma risulta già saturo. Anche a Cetraro è stato attivato un reparto dove già sono stati dirottati alcuni pazienti.

 

L’identikit del malato

L’età media si sta abbassando e tendenzialmente i pazienti riescono a mantenere una condizione non così grave da dover richiedere un letto in terapia intensiva. Mancano dati ufficiali, ma da quanto dicono i medici impegnati in prima linea nei reparti di malattie infettive e pneumologia chi entra con una polmonite non è in condizioni critiche.

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