Covid, parlamentari M5s cosentini: «Sanità calabrese diventi caso nazionale, non c'è più tempo»

Anna Laura Orrico, Laura Ferrara, Massimo Misiti e Alessandro Melicchio: «Va tutelato diritto alla salute. Non è possibile che i malati muoiano in ambulanza»

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di Redazione
14 aprile 2021
18:07
I parlamentari del M5S Anna Laura Orrico, Laura Ferrara, Massimo Misiti e Alessandro Melicchio
I parlamentari del M5S Anna Laura Orrico, Laura Ferrara, Massimo Misiti e Alessandro Melicchio

«Nella giornata di oggi manifestanti hanno occupato, pacificamente, sia la sede dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza che quella dell'Azienda Sanitaria Provinciale. Un gesto estremo dettato dall’estremo sconforto e dalla sfiducia che anima i cittadini calabresi preoccupati ogni giorno di più che il loro diritto alla salute non venga tutelato. In piena pandemia, con i malati che muoiono nelle ambulanze in attesa di un posto letto così come accaduto al nosocomio cittadino dell'Annunziata».

Lo affermano, in una nota, i parlamentari del M5s Anna Laura Orrico, Laura Ferrara, Massimo Misiti e Alessandro Melicchio.


«Gli ospedali chiusi in giro per la nostra vasta provincia – dicono i pentastellati -, il personale medico numericamente insufficiente nonostante i fondi erogati in favore delle nuove assunzioni, la struttura commissariale regionale che non è ancora stata completata, le criticità del piano vaccinale che stenta a decollare, rappresentano solo alcune drammatiche questioni che fanno parte di un panorama desolante».

«La sanità calabrese deve divenire, più di quanto non lo sia già, un caso nazionale, ed il governo, con in prima fila il Ministro alla Salute, deve far fronte energicamente a questo scenario in cui il punto di non ritorno potrebbe essere vicino».

«Come parlamentari – concludono i parlamentari cosentini -, in questi mesi, abbiamo utilizzato tutti gli strumenti istituzionali di cui siamo in possesso per rappresentare sia al governo, che al ministro Speranza, che alla Regione Calabria, che al Commissario ad acta per la sanità Longo, l’abisso nel quale stiamo precipitando invitandoli a prendere decisioni radicali. Bisogna fare presto, non c'è più tempo».

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