Coronavirus, scappa dalla quarantena a Bergamo e viene in Calabria: lo cercano a Scalea

Il ragazzo avrebbe eluso l’isolamento domiciliare. Nell’Alto Tirreno cosentino è allarme anche per una turista di Praia che non ha atteso l’esito del tampone ed è tornata in Puglia, ma è positiva. Un caso anche ad Amantea

di Francesca  Lagatta
22 agosto 2020
19:20

Il Covid in Calabria torna a far paura. Dopo aver superato quasi indenne la prima forte ondata della scorsa primavera, ora i casi di coronavirus viaggiano più velocemente, a causa dell'alto numero di presenze registrato durante la stagione estiva e anche, in gran percentuale, per i comportamenti scellerati e scorretti di alcune persone contagiate. È quello che accade nella zona dell'alto Tirreno cosentino, che dopo i casi di Tortora, Scalea, Santa Maria del Cedro, Grisolia e Diamante, oggi torna agli onori di cronache per vicende che hanno dell'assurdo.

Viola la quarantena, forse in vacanza a Scalea

Il primo caso è quello di un soggetto positivo sottoposto a quarantena domiciliare nella provincia di Bergamo. Il giovane, secondo fonti istituzionali, avrebbe violato la quarantena e si sarebbe diretto nella città turistica di Scalea. Le autorità lo starebbero cercando. Si tratterebbe di un soggetto asintomatico e in buone condizioni di salute.

Positiva al test a Praia, in vacanza in Puglia

L'altro caso odierno è quella di una giovane turista di Praia a Mare. La donna, in vacanza nella città dell'isola Dino, è stata sottoposta a tampone nei giorni scorsi. L'esito è arrivato oggi ed è positivo, ma lei, nel frattempo, si è già trasferita in Puglia, dove si troverebbe attualmente. Anche questa giovane, al momento, è asintomatiche e in buoni condizioni e in precedenza avrebbe trascorso le vacanze all'estero.

Un caso anche ad Amantea

Il Covid torna anche ad Amantea. Dopo l'unico registrato a inizio pandemia, la città fa registrare un nuovo caso ai danni di una ragazza del posto, anche lei in salute e priva di qualsivoglia sintomo di contagio. Amantea, nel mese di luglio, aveva fatto parlare di sé per la fervida protesta che i cittadini avevano inscenato nei confronti di 11 immigrati risultati positivi durante lo sbarco sulle coste di Roccella Ionica e momentaneamente trasferiti in una casa di accoglienza situata nel centro abitato. «Non è una protesta a sfondo razzista - avevano detto alcuni cittadini ai nostri microfoni - abbiamo soltanto paura che il Covid infetti i nostri figli». Gli immigrati ora si trovano in tutt'altra regione, ma il Covid è tornato lo stesso.

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