Secondo la CCEPS, organismo di pertinenza ministeriale, l'esclusione della lista ‘Futuro’ è stata frutto di un'interpretazione eccessivamente rigida delle norme e di fatto ha tagliato fuori una lista avversaria dalla corsa elettorale.
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La Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie, organo di giurisdizione speciale istituito presso il Ministero della Salute, ha dichiarato nulle le elezioni per il rinnovo degli organi dell'Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Catanzaro, relative al quadriennio 2025–2028. La decisione accoglie il ricorso di quattro candidati della lista "Futuro", illegittimamente esclusi dalla competizione elettorale.
Nell'agosto 2024, la lista "Futuro" aveva presentato la propria candidatura, ma si era vista respingere la domanda per un vizio formale: le firme non erano state autenticate dal Presidente uscente dell'Ordine, come previsto dal regolamento interno. Il problema era però che i candidati avevano cercato più volte di contattare il Presidente o un suo delegato per ottenere l'autentica, senza mai riuscirci: uffici chiusi, telefoni muti, PEC senza risposta. Costretti ad arrangiarsi, si erano rivolti al Sindaco del Comune di Fossato Serralta, pubblico ufficiale abilitato per legge ad autenticare le firme. Ma l'Ordine aveva ugualmente escluso la lista, sostenendo che solo il Presidente uscente fosse legittimato a farlo.
Secondo i giudici, l'OPI di Catanzaro ha violato i principi fondamentali di buon andamento, trasparenza e imparzialità. L'autentica del Sindaco era perfettamente valida, e il termine per presentare le candidature scadeva il 28 agosto — non il 27, come sostenuto dall'Ordine — quindi la lista era stata consegnata in tempo. In sostanza, secondo quanto riporta la sentenza – l'esclusione è stata risultato di un'interpretazione eccessivamente rigida delle norme, usata di fatto per tagliare fuori una lista avversaria dalla corsa elettorale.
Quelle elezioni di fatto sono dichiarate nulle e dovranno essere ripetute, questa volta garantendo la piena partecipazione di tutti i candidati.
L'Ordine di Catanzaro, attualmente retto da Giovanna Cavaliere, è inoltre condannato a rimborsare ai ricorrenti 2.500 euro di spese legali.

