Didattica a distanza nel Cosentino, tra gap formativi e tecnologici

INTERVISTA | Anche nel capoluogo bruzio chiuse le scuole a causa della pandemia. Le lezioni a distanza alimentano il rischio di ripercussioni sulla crescita dei ragazzi, mentre nessuna innovazione è intervenuta sulle infrastrutture informatiche

di Salvatore Bruno
13 novembre 2020
20:19

Da lunedì anche nel comune di Cosenza scatterà lo stop alle attività didattiche in conseguenza di una comunicazione dell'Asp indirizzata al sindaco sul rischio di diffusione dei contagi nelle scuole.

Sindaco restio

Sei giorni di stop quelli previsti dall'ordinanza del sindaco Mario Occhiuto, restio a firmare il provvedimento perché convinto che le inefficienze del sistema di tracciamento dei contagi non debbano pagarlo sulla propria pelle gli studenti.

Sistema in tilt

Ma nel cosentino, la oggettiva impossibilità di monitorare lo sviluppo dell'epidemia nelle aule per il noto problema del blocco sulla processazione dei tamponi molecolari, non offre alternative e costringe alla sospensione delle lezioni, anche nelle scuole elementari ed in prima media, non sottoposte a chiusura dall'ultimo Dpcm emanato da Giuseppe Conte.

Effetti a lungo termine

Un disagio per le famiglie, soprattutto nei nuclei in cui entrambi i genitori lavorano. Ma ci sono anche effetti sulla crescita dei ragazzi, in termini di capacità di relazionarsi, oggi ancora non tangibili, le cui conseguenze si manifesteranno nei prossimi anni. Alessandro Citro, Giorgio Marcello, Andrea Bevacqua e numerosi attori della scuola dell'area urbana cosentina, sono autori di Registro (S)connesso, un volume contenente una efficace analisi della esperienza vissuta durante il primo lockdown.

I soliti problemi

Ed in questa seconda fase, a quanto pare, i disagi sono sempre gli stessi. Anche sotto il profilo tecnologico, con una discriminazione per gli studenti non solo sociale, legata alle capacità economiche di procurarsi i supporti necessari, ma anche territoriale, per coloro che vivono in aree non coperte dalla rete veloce. Abbiamo intervistato sul tema proprio Alessandro Citro

Giornalista
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