Emergenza rifiuti

Discarica Melicuccà, il sindaco di Palmi presenta una denuncia per distrastro ambientale

Giuseppe Ranuccio spiega i particolari dell'atto in un lungo post sul suo profilo di Facebook rispondendo anche a chi lo accusa di immobilismo

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di Teresa Cosmano
3 settembre 2022
22:24
Il sindaco di Palmi Giuseppe Ranuccio
Il sindaco di Palmi Giuseppe Ranuccio

Una denuncia per disastro ambientale e una richiesta di sequestro del sito. È questa l’ultima mossa in ordine di tempo, del sindaco di Palmi Giuseppe Ranuccio per cercare di scongiurare la riapertura della discarica di Melicuccà e salvaguardare così la sorgente Vina, che approvvigiona la città.

«Volete sapere se sono incazzato per ciò che sta avvenendo a pochi metri dalla sorgente Vina? – ha esordito il primo cittadino -. Si, lo sono. Moltissimo. Ma questo non basta: servono fatti e atti amministrativi». Detto questo, il primo cittadino ha sciorinato tutte quelle che sono state le sue lotte fino ad oggi. «Sino al 2020 – ha affermato – la “questione discarica” era in sostanza chiusa a seguito di un provvedimento della Magistratura di Catanzaro. Dopodiché è arrivata l’ordinanza 45/2020 del presidente della Regione Calabria che ha riaperto la partita. Si sono tenuti alcuni incontri tra associazioni ambientaliste, noi sindaci e l’assessore regionale all’Ambiente, che il 9 febbraio 2021 ha chiesto di interessare della questione il Cnr.


Nonostante le indagini fossero ancora in corso, il 12 aprile 2021 il presidente della Regione Calabria ha fissato il conferimento dei rifiuti a Melicuccà già a partire dalla metà del mese di maggio 2021. Meno di 48 ore dopo, è partito dal Comune un ricorso al Ministero della Transizione Ecologica da me sottoscritto, con il quale abbiamo chiesto di sospendere con immediatezza i lavori di realizzazione della nuova discarica, avviare la bonifica della vecchia e disporre nuove indagini a tutela della sorgente Vina. Il Ministero ha accolto le nostre richieste e il 10 maggio 2021 ha invitato Regione e Città metropolitana a bonificare la vecchia discarica e incaricato l’Ispra di svolgere accertamenti.

Non ci siamo fermati e abbiamo proposto ricorso al Tar contro la Città metropolitana e la Regione Calabria: come sapete, proprio il Tribunale Amministrativo ci ha dato ragione, annullando gli atti amministrativi e, di fatto, bloccando l’apertura della discarica.

Tra il 25 ed il 27 ottobre 2021 – ha continuato – sono arrivati i risultati dello studio dell’Ispra e del Cnr, che hanno certificato la possibilità di inquinamento. Città metropolitana e Regione Calabria non hanno però desistito. Il 26 giugno 2022 la Regione ha incaricato Arpacal di studiare le aree di salvaguardia della sorgente Vina e l’8 luglio 2022 la Giunta regionale ha individuato il sito di Melicuccà come discarica a servizio del termovalorizzatore di Gioia Tauro. Il 22 luglio, tutti i consiglieri comunali di maggioranza hanno proposto una mozione, da me fortemente voluta, che è stata discussa il giorno 30 successivo e approvata con i soli voti dei consiglieri che sostengono l’Amministrazione. Nel frattempo, il 27 luglio 2022 è intervenuta l’ordinanza sindacale della Città metropolitana di Reggio Calabria che ha disposto lo stoccaggio delle ecoballe nell’invaso del 1° lotto della discarica di Melicuccà».

A questa decisione è quindi seguita, «il 9 agosto, una nuova nota con la quale denunciavo i gravi vizi tecnici ed amministrativi dello studio Arpacal e dei relativi decreti regionali di approvazione. L’11 agosto, la mozione consiliare comunale del 30 luglio è stata trasmessa al Prefetto, al governatore Occhiuto, al sindaco metropolitano Versace. Infine, il 1° settembre, ci siamo rivolti alla Magistratura penale con una denuncia per disastro ambientale e una richiesta di sequestro del sito di Melicuccà».

Il primo cittadino di Palmi ha concluso dicendo che «questi i fatti che ciascuno di voi potrà giudicare, per dire se e vero o no che mi sono apertamente schierato contro le decisioni della Città metropolitana e della Giunta regionale. Questi gli atti amministrativi per comprendere chi e quando si è esposto in concreto e chi non lo ha fatto. A differenza di molti altri, noi abbiamo messo in campo tutte le nostre energie, agendo con concretezza, proponendo mozioni nei luoghi istituzionali, proponendo ricorsi e presentando denunce.

La lotta per la tutela della nostra sorgente non può e non deve fermarsi. Allo stesso tempo, continuiamo a muoverci anche per contrastare la scelta scellerata, ribadita recentemente dal governatore della Calabria, di raddoppiare l’inceneritore di Gioia Tauro: una minaccia effettiva, non meno grave, alla salute e all’ambiente. Sia chiaro a tutti: su questi temi non c’è margine di trattativa. Ho sempre scelto, scelgo e continuerò a scegliere Palmi e gli interessi dei miei concittadini».

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