Elezioni comunali a Scala Coeli, ricorso al Tar per chiedere di annullare il voto

Il 12 dicembre prossimo compariranno le parti dinnanzi ai giudici amministrativi. Secondo i ricorrenti due voti contestati avrebbero permesso al sindaco Giovanni Matalone di essere riconfermato

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di Matteo Lauria
4 novembre 2021
14:10

Chiesto l’annullamento delle elezioni che si sono tenute il 3 e il 4 ottobre scorsi nel comune di Scala Coeli. Il Tar ha fissato l’udienza per la discussione di merito per il 14 dicembre prossimo. Il ricorso è stato presentato dagli avvocati Oreste Morcavallo ed Elisabetta De Marco per conto di due cittadini, nonché avversari dell’attuale sindaco riconfermato Giovanni Matalone.

Si tratta di una comunità che è al di sotto dei 15mila abitanti in cui non è previsto il ballottaggio. Hanno partecipato alla competizione elettorale 2 liste: “Il cambiamento per un futuro migliore” con candidato a Sindaco Giovanni Matalone (sindaco uscente) e la lista ritenuta dai ricorrenti “civetta”  “Insieme”, con candidato a sindaco Vincenzo Tridico, padre del candidato consigliere della lista n.1 Salvatore Tridico, formata  «da amici e parenti dei candidati alla lista n.1».


Si sono recati alle urne 437 aventi diritto al voto su 1885 elettori, con una percentuale pari al 23,18%. Tra le osservazioni poste dai ricorrenti si rileva il dato secondo cui nonostante vi fosse la presenza di una lista civetta si perveniva a un risultato paritario (197 voti a lista).

L'incursione del sindaco in un seggio 

Ai giudici del Tar i ricorrenti riferiscono un particolare episodio avvenuto nella fase dello scrutinio:«Il sindaco uscente e candidato a sindaco della Lista n.1 precipita all’interno del seggio, nell’unica sezione ancora aperta, la n. 1, e chiede di prendere visione delle schede dichiarate nulle; tra queste ne contesta 2, ritenendole invece valide in favore della sua lista. A seguito di tale incursione e contestazione, alla lista n. 1 vengono attribuiti 198 voti, alla lista n. 2 196. Pertanto le operazioni elettorali si concludevano con un divario delle due liste di 2 voti, riconducibili a quelle due schede che il presidente del seggio della sezione n.1 aveva precedentemente dichiarato nulle».

L’ufficio di difesa dei ricorrenti parla di gravi illegittimità a tal punto da compromettere il risultato finale. Tra questi il dato secondo cui le elezioni si sarebbero svolte in assenza dei rappresentanti di lista, oltre al rinvenimento di alcune schede che presentano segni o scritture tali da far riconoscere il proprio voto. 

Giornalista
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