La Squadra Mobile ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone su delega della Dda di Reggio Calabria. Contestate, a vario titolo, ipotesi di estorsione e danneggiamento aggravati dal metodo mafioso
Tutti gli articoli di Cronaca
PHOTO
C’è anche Maurizio Chiarolla, sindacalista reggino e candidato alla presidenza della V Circoscrizione Reggio Centro-Sud alle ultime elezioni comunali, tra le tre persone raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita questa mattina dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria su delega della Direzione distrettuale antimafia.
Insieme a Chiarolla sono stati arrestati Salvatore Aricò e Roberto Puglia. Tutti e tre sono stati condotti presso la Casa circondariale “Giuseppe Panzera” di Reggio Calabria. L’operazione è stata eseguita nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Dda reggina che ha portato all’emissione della misura cautelare per reati che, secondo quanto contestato dagli inquirenti, riguardano episodi di estorsione e danneggiamento aggravati dal metodo mafioso.
In una nota diffusa dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, guidata dal procuratore Giuseppe Borrelli, viene specificato che i tre indagati sono accusati, a vario titolo, dei reati di tentata estorsione aggravata, incendio e aggravante mafiosa. Secondo quanto emerge dagli atti, le contestazioni mosse a Chiarolla sarebbero legate alla sua attività sindacale. I dettagli dell’indagine e degli episodi contestati dovrebbero emergere nelle prossime ore con il deposito degli atti e la possibile diffusione di ulteriori particolari investigativi.
L’interrogatorio di garanzia è stato fissato dal gip Claudia Colli per il prossimo 16 giugno alle ore 10 presso la casa circondariale di Reggio Calabria. La vicenda è destinata ad avere inevitabili riflessi anche sul piano politico, considerato che Chiarolla era stato candidato alla presidenza della V Circoscrizione, che comprende i quartieri Ferrovieri-Stadio-Gebbione, Sbarre e San Giorgio-Modena-San Sperato, sostenuto dall’area del centrosinistra.
Come previsto dall’ordinamento, le accuse contestate dovranno essere verificate nel corso del procedimento e gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

