Morti sospette degli ex operai della “fabbrica dei veleni” di Praia a Mare, disposte nuove perizie

Le nuove indagini sono state disposte dal giudice per le indagini preliminari della procura di Paola, Maria Grazia D'Elia, nell'ambito del secondo filone processuale sulla Marlane, che vede imputati sette ex dirigenti dell'ex stabilimento tessile

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di Francesca  Lagatta
1 settembre 2018
19:16

Partiranno il prossimo 5 settembre e andranno avanti per una ventina di giorni, fino a fine mese. Si tratta delle nuove operazioni peritali disposte dal gip Maria Grazia D’Elia nell’ambito del nuovo processo sulla Marlane, che questa volta interesseranno sia l’area esterna, sia l’area interna dell’imponente struttura. L’ex stabilimento tessile di Praia a Mare è divenuto tristemente noto alle cronache per le morti sospette degli ex operai con il nome di “la fabbrica dei veleni”. Il nuovo filone processuale, denominato Marlane 2, ha avuto inizio esattamente un anno fa e vede imputati sette tra i dirigenti dell’epoca.

 


La procura guidata dal magistrato Pierpaolo Bruni cercherà di far luce sul presunto nesso tra le patologie tumorali, che hanno portato alla morte numerosi ex dipendenti, ed eventuali responsabilità dei manager assunti dalla famiglia Marzotto fino al 2004, anno di chiusura attività della fabbrica praiese. Il gruppo imprenditoriale vicentino prese le redini dell’azienda nell’ 1986, acquistandola da Eni. Ora il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Paola, su richiesta del Pm, ha emesso una ordinanza di ammissione di incidente probatorio, con la quale richiede nello specifico delle nuove perizie.

 

Gli scavi ed i campionamenti

La prima perizia consisterà in scavi/carotaggi, poi campionamenti e successive analisi chimiche per l’individuazione dei composti organici (metalli, comprensivi del cromo VI), degli idrocarburi aromatici, dei composti aromatici policiclici, dei composti alifatici clorurati cancerogeni e alifatici clorurati, del Pcb e dell’amianto dei coloranti azoici. Le operazioni si svolgeranno nelle aree in cui il georadar ha riscontrato precedentemente delle anomalie nel sottosuolo. Nello specifico  si tratta di quattro aree anomale nel magazzino filati e due anomalie magnetiche, nonché nell’area esterna dello stabilimento, ubicata sul lato mare, tra il suindicato opificio e il lungomare di Praia a Mare.

 

La seconda perizia

La seconda perizia consisterà nell’effettuare prelievi e campioni di polveri, sedimenti, fibre, incrostazioni, ecc, che si dovranno prelevare presso l’insediamento produttivo industriale. Per tale operazione verranno ispezionate: le bocchette di aspirazione dell’aria; i cunicoli sotterranei e in particolare quello che si diparte dal reparto tintoria, fissaggio e tessitura; i muri del reparto tintoria e laboratorio colori; l’interno della cisterna per le acque. Seguiranno analisi chimiche per l’individuazione dei composti inorganici, dei composti aromatici, dai composti aromatici policiclici, dai composti alifatici, ecc.

 

L'eventuale nesso con le patologie riscontrate negli operai

Successivamente, una volta presa visione degli atti, quali cartelle cliniche, verbali di dichiarazioni e risultati degli accertamenti, in relazione allo stato attuale delle conoscenze scientifiche si proverà a riconoscere, se possibile, un nesso eziologico tra le sindromi tumorali ed in generale le patologie riscontrate e rappresentate dalle cartelle cliniche in atti.  

 

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