Favorirono la latitanza di Giovanni Sposato, quattro arresti a Taurianova

L'operazione denominata "Shotgun" è stata condotta dalla Squadra mobile di Reggio Calabria. I fiancheggiatori sono finiti ai domiciliari

 

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di Redazione
23 luglio 2020
12:27

Quattro persone sono finite ai domiciliari perché accusate di favoreggiamento aggravato dalle modalità mafiose della latitanza di Giovanni Sposato, considerato affiliato alla omonima cosca di Taurianova, nel Reggino. Gli arresti sono stati eseguiti dagli uomini della squadra mobile di Reggio Calabria e del Commissariato di Cittanova, coadiuvato da pattuglie dei commissariati di Gioia Tauro, Polistena e Taurianova. Nell’operazione denominata Shotgun, sono finiti Giuseppe Rao, Giovanni Sposato classe '90, Giovanni Sposato classe '91 e Antonino Fucile. 

 

In particolare, gli elementi investigativi acquisiti tra il 12 dicembre 2017, data in cui Giovanni Sposato classe ’68 riuscì a fuggire alla cattura, ed il 7 giugno 2018 giorno del suo arresto, avrebbero consentito di riscostruire la rete di favoreggiatori che lo aiutarono a sottrarsi all’esecuzione del provvedimento cautelare. In quella data, infatti, alle 16 circa circa, Sposato si presentò - accompagnato dai suoi parenti - al pronto soccorso di Polistena per ricevere cure mediche in quanto accusava problemi respiratori. A causa delle note patologie di cui era affetto il ricercato e grazie al costante monitoraggio delle attività tecniche poste in essere, gli investigatori si sarebbero accorti della presenza del ricercato nell'ospedale di Polistena.

 

Infatti, recatisi tempestivamente sul posto erano riusciti a individuarlo nella sala del pronto soccorso, mentre i medici erano intenti a prestargli le prime cure. Contestualmente all’arrivo al pronto soccorso degli agenti del commissariato di Cittanova, l’Ufficiale di polizia giudiziaria, responsabile della squadra investigativa del commissariato aveva ricevuto la telefonata dal legale di fiducia del ricercato il quale gli comunicava che il suo assistito si trovava all’ospedale di Polistena e che voleva costituirsi.

 

La ricostruzione degli eventi portò a comprendere che, in realtà Giovanni Sposato, così come confermato dal gip, non avrebbe avuto alcuna intenzione di costituirsi, cosi come dimostrato dalla presenza dei fiancheggiatori e di alcuni familiari all’esterno della struttura ospedaliera mentre erano intenti a controllare la zona circostante e che aveva chiamato il suo legale solo allorquando si era reso conto della presenza della polizia sul luogo.

 

Dalle attività investigative è stato possibile delineare i ruoli svolti dai vari fiancheggiatori: Fucile, soggetto non in rapporti di parentela con gli Sposato, ma da sempre legato alla famiglia avrebbe messo a disposizione del latitante un’abitazione di sua proprietà in contrada Latinis di Taurianova; Giovanni Sposato classe 1990 e Giovanni Sposato classe 1991, erano coloro che fornivano supporto al latitante, assicurando inoltre il necessario scambio di informazioni con la sua famiglia. Giuseppe Rao, infermiere professionale nel reparto di cardiologia dell’ospedale di Polistena, il quale avrebbe garantito al latitante consulti sanitari e, in occasione del suo ricovero in ospedale il 7 giugno 2018, si sarebbe attivato affinché egli ricevesse tutte le cure del caso e ad assicurare la riservatezza della sua catena comunicativa al fine di sottrarlo alle ricerche delle forze dell’ordine. Gli arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati posti agli arresti domiciliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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