Sgomento, costernazione, profonda tristezza, questo il clima che si respira a Mileto dopo l'omicidio-suicidio registratosi nel pomeriggio di ieri. Una tragedia immane, che getta nella disperazione due famiglie perbene e che ha sconvolto l'intera comunità. Il tutto è avvenuto in via Giuseppe Di Vittorio, in una zona densamente abitata, nella casa in cui fino allo scorso mese di agosto vivevano i coniugi Pasquale Calzone (63 anni) e Maria Assunta Currà (55 anni), sposati con un figlio residente a Torino. Una coppia come tante, stimata, benvoluta da tutti e apparentemente felice e unita, che a un certo punto è però entrata in crisi. Da lì la separazione e la decisione della donna di trasferirsi in Toscana, dove viveva una delle sorelle.

In questi giorni era ritornata in Calabria, pronta a risiedere a Vibo Valentia. A Mileto era venuta per raccogliere le sue ultime cose. Dai primi riscontri e dalle risultanze degli investigatori sembra confermata la dinamica del femminicidio, con il marito che prima uccide a colpi di pistola la moglie e poi rivolge l’arma verso se stesso e si toglie la vita. Una pistola regolarmente detenuta dall’uomo che era appassionato di armi.

La tragedia si è presumibilmente consumata alle 14.30, ora in cui una vicina ha sentito due spari, a cui hanno fatto seguito un grido di donna e altri quattro colpi di pistola. Dettagli a cui in quel momento il testimone non ha fatto caso. A scoprire i due corpi, uno accanto all'altro, in una sorta di ultimo disperato abbraccio e in un lago di sangue, è stato alle 17 circa il fratello dell'uomo, apprezzato docente e professionista, preoccupatosi del fatto che da alcune ore non rispondeva al telefono. Con lui condivideva uno studio di commercialista.

Sul posto sono subito accorsi i carabinieri, gli uomini della scientifica ei medici legali, a lavoro nel luogo dell'accaduto fino a tarda notte. In quei frangenti a portare conforto ai familiari sono giunti anche il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Attilio Nostro, e il sindaco Salvatore Fortunato Giordano. Spauriti, invece, stazionavano nei pressi dell'abitazione i due gatti di Pasquale Calzone.

I corpi esanimi dei due coniugi sono stati trasportati presso l'obitorio dell'ospedale Jazzolino verso la mezzanotte, in attesa che venga disposta l'autopsia. L'omicidio-suicidio si è consumato a piano terra. Nella tarda mattinata, qualche ora prima, qualcuno giura di aver intravisto i due sul balcone di casa, con uno di loro intento a stendere i panni. Il vestiario rimane ancora lì, una sorta di mesta bandiera, emblema dell’ennesimo femminicidio italiano maturato non in un contesto di degrado ma nella spaventosa normalità di una famiglia perbene.