Il Tribunale Collegiale Penale di Catanzaro - presidente Fabio, a latere Tannoia e Mascaro- ha assolto Rocco Omuncolo, 42 anni, originario di Amaroni, difeso dall'avvocato Antonio Lomonaco, respingendo la richiesta di condanna formulata dal pubblico ministero, che nella requisitoria aveva invocato una pena di quattro anni di reclusione.

Il procedimento trae origine da una perquisizione eseguita nell’abitazione dell’uomo a Girifalco, conclusasi con il rinvenimento di armi e materiale esplodente. All'interno di un capanno la polizia giudiziaria ha trovato, dentro una cisterna agricola, un fucile a pompa semiautomatico calibro 12 con cartucce, non censito nella banca dati della polizia. Trovato anche un revolver con matricola abrasa e cinque cartucce. Trovati anche dei petardi. A suo carico erano stati contestati i reati di detenzione abusiva di armi comuni da sparo, detenzione di arma clandestina, ricettazione e detenzione di esplodenti. In seguito all’arresto era stato sottoposto agli arresti domiciliari, misura poi revocata nel corso del procedimento.

L’istruttoria dibattimentale ha però condotto a un esito opposto rispetto all’impostazione accusatoria. La difesa ha fatto notare che il capanno era di proprietà di terzi accessibile a chiunque perché aperto, come mostrano le immagini delle telecamere. Il collegio, condividendo le tesi della difesa, ha pronunciato sentenza di assoluzione, escludendo i presupposti per una condanna.