VIDEO - Resta in vigore anche l’ordinanza di chiusura in attesa dei verbali di Vigili del fuoco e gestore della rete. La dirigente Bevilacqua: «Ora serve una soluzione per tornare in aula con serenità»
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Si è svolto il tavolo tecnico convocato d’urgenza al Comune di Vibo Valentia dopo la fuoriuscita di gas nel cantiere di via degli Artigiani che, nella giornata di ieri, ha causato l’evacuazione del Liceo Scientifico Giuseppe Berto, della sede dell’Amministrazione provinciale e di alcune attività commerciali situate nelle immediate vicinanze. Un vertice che è servito a chiarire i contorni della vicenda - e in cui sono state ascoltate le ragioni della scuola che aveva già in passato segnalato le criticità legate ai lavori in corso - ma che, almeno per il momento, non ha sortito decisioni in relazione ai provvedimenti da intraprendere. Resta inoltre ancora in vigore l’ordinanza di chiusura emanata dal sindaco, in attesa della relazione dei vigili del fuoco e della dichiarazione che escluda altri eventuali rischi da parte del gestore della rete gas.
L’incontro ha messo attorno al tavolo l’assessore ai Lavori pubblici Salvatore Monteleone, i dirigenti comunali Lorena Callisti e Andrea Nocita, il Rup Alfredo Santini, il comandante della Polizia locale Michele Bruzzese, Tonino Lascala per l’ufficio edilizia scolastica della Provincia, la dirigente Licia Bevilacqua, la Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, Carmen Corrado, e i rappresentanti degli studenti Nazareno Franco e Andrea Callipo. Assenti all’incontro sia il sindaco Enzo Romeo che l’impresa che sta conducendo l’intervento, mentre in collegamento da remoto c’era il direttore dei lavori, l’ingegnere Maione.
Sul tavolo le proposte di una variazione degli orari dei lavori che non coincida con le attività scolastiche, la possibilità che le operazioni di scavo (considerate più pericolose) vengano spostate al pomeriggio, ma anche l’opzione di una temporanea sospensione, alle dovute garanzie, delle lezioni. Opzione che ora verranno vagliate dai tecnici per arrivare ad una soluzione che permetta la continuazione dei lavori senza ulteriori rischi. La scuola ha inoltre chiesto la documentazione relativa alla sicurezza del cantiere nonché, alla Provincia in quanto ente proprietario, la certificazione degli impianti dell’edificio scolastico.
A ricostruire i fatti, stamane, prima dell’avvio del tavolo tecnico, era stata ai nostri microfoni proprio la dirigente scolastica Licia Bevilacqua. «Ieri abbiamo vissuto momenti di panico, momenti in cui veramente la responsabilità personale e quella collettiva sono emerse in modo precipitoso, in emergenza - ha detto -. Abbiamo vissuto una prova di evacuazione reale, in una situazione che comunque aveva creato già nei giorni precedenti disservizi alla viabilità e ai percorsi comuni. Non voglio fare dietrologia sul perché i lavori non si sono fatti prima dell’avvio dell’anno scolastico: la situazione ormai è questa e ora serve solo trovare soluzioni alternative, per evitare che difficoltà come quella di ieri si ripresentino».
La dirigente sforza di utilizzare toni pacati ma la prova cui si è trovata di fronte quando ha guidato l’evacuazione di circa 1300 persone tra studenti e personale docente e non docente della sua scuola, ammette, ha messo a dura prova i suoi nervi. Il Liceo sgomberato in fretta in furia, dopo la rottura della condotta secondaria che collega proprio l’edificio scolastico alla rete, quindi la tensione e la concitazione del momento unite all’istinto di protezione verso la sua comunità scolastica. Infine, il sollievo per un’operazione complessa che non ha avuto, per fortuna, conseguenze più gravi. Ora, ha detto proprio mentre si apprestava a prendere parte al tavolo tecnico, servono risposte per tornare serenamente in aula.
«Le nostre proposte - spiega la dirigente scolastica - sono sempre quelle che, in parte, erano già state fatte nel corso di un tavolo tecnico qualche giorno fa: un cambio turno dei lavori, quindi dalle 14 alle 22, anziché le otto ore antimeridiane, in maniera che la comunità scolastica sia tranquilla oppure, ma solo in extrema ratio, si potrebbe anche provare con l'attivazione della Dad o con una sospensione delle attività didattiche per un massimo di 10 giorni. Non vogliamo che situazioni di panico come quella di ieri si ripetano. Ci siamo assunti una responsabilità fortissima insieme ai miei collaboratori, che ringrazio, e a tutti i docenti, di attivare un piano di evacuazione d’emergenza sulla base esclusivamente delle nostre conoscenze del Dvr e delle prove di evacuazione che erano state fatte in precedenza».
Altro punto emerso ieri, la mancanza di un’area di sicurezza dove confluire in caso d’emergenza, data l’impossibilità di accedere al Terminal bus, occupato dallo stesso cantiere. «È un punto che già nel tavolo tecnico precedente era stato preso in considerazione - aggiunge la dirigente -, l'area di calma che ci è stata suggerita dai tecnici del Comune era abbastanza distante da qui (il Tribunale di via Lacquari, ndr) e l'abbiamo visto ieri: noi siamo andati verso l'MD e di fatto abbiamo toccato con mano come ciò che viene previsto sulla carta non funziona e non è applicabile».
Un riferimento, infine, anche alla polemica politica montata in queste ore. «Opporsi in questo momento lascia il tempo che trova: la scuola è condivisione. La condivisione è sinergia da posizioni anche alternative, non può essere demandata solo a chi amministra. Noi accogliamo tutti coloro vogliono contribuire alla risoluzione di un problema, e mi è dispiaciuto francamente sentire e ascoltare strali oppositivi e polemiche: la scuola è fuori da ogni polemica politica, è fuori da ogni situazione politica. Se proprio vogliamo andare alla politica o inserire la politica nella scuola, facciamolo nel pieno senso greco di “polis”».
Punta il dito contro l’impresa anche la Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (Rspp) della scuola, nonché capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Carmen Corrado. «È stato difficile anche perché l’impresa non si è preoccupata di chiudere il traffico da Piscopio - afferma - e noi abbiamo dovuto evacuare con questa fuga di gas in corso in mezzo alle macchine per far defluire 1300 studenti verso l’area di calma molto distante dalla scuola. L’impresa non ha saputo assolutamente gestire questa situazione di gravissima emergenza».





