Gratteri: «Fondi a poveri e imprenditori in crisi? Controlliamo gli elenchi»

Il procuratore della Repubblica di Catanzaro sulla gestione delle risorse destinate ai bisognosi per affrontare l’emergenza coronavirus: «Faremo dare uno sguardo a Guardia di finanza, questura o carabinieri»

di Redazione
31 marzo 2020
11:04
Il procuratore Gratteri
Il procuratore Gratteri

Il  procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, intervenendo questa mattina nel corso della trasmissione “Circo Massimo” di Radio Capital, analizzando la gestione dei fondi destinati alle persone bisognose per affrontare questo periodo di emergenza legato al coronavirus ha affermato: «Chiedo che gli elenchi di cosiddetti poveri o di piccoli imprenditori che fino a qualche anno fa non pagavano nemmeno la tassa sulla spazzatura e che erano in odore di mafia, siano consegnati per fare dare uno sguardo alla Guardia di Finanza, alla questura o ai Carabinieri». 

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Gratteri ha spiegato che il controllo va fatto “nel mentre”, perché «il sindaco ha fatto un elenco di trecento poveri, di cinquanta commercianti che hanno difficoltà, allora dammi questi elenchi che gli diamo un’occhiata. È bene dare ai sindaci i fondi perché si risparmiano molti passaggi, però se il sindaco è un mafioso e un faccendiere, i benefici li dà ai soliti noti e ai clienti elettorali, e gli altri che sono all’opposizione e hanno votato contrario non li avranno».   

Le banche «devono rischiare un po’ di più»

«Necessita che il governo parli direttamente con le banche che devono rischiare un po' di più, in questo momento particolare devono capire che devono prestare soldi anche se il rischio di insolvenza è più alto» ha poi rimarcato continuando: «Se non si supera questo gap e questo blocco psicologico da parte di un bancario, che sa che il rischio è alto, non ne usciamo. C’è bisogno di soldi veri, adesso, ai piccoli e medi imprenditori».

L'usuraio 'ndranghetista 

Il rischio usura, come già specificato nei giorni scorsi, è concreto: «Immagini il settore della ristorazione, con imprenditori che hanno ristrutturato o costruito i loro locali, si sono indebitati sperando che a partire dalla primavera avrebbero iniziato a guadagnare. Ora immagini in che condizioni sono, con le banche che non daranno soldi, visto che per avere un prestito da dieci devi avere un immobile da cento. A quel punto scatterà l’usura».

Nell’analizzare il rischio di infiltrazioni mafiose in questo periodo di forte crisi, Gratteri ha spiegato che «ci sono due tipi di usura, quella che danno gli insegnanti o gli impiegati e poi quella organizzata dalla 'ndrangheta. L’usuraio 'ndranghetista vuole meno garanzie, perché sa che la vera garanzia è la vita del commerciante che, a sua volta, sa benissimo a chi si sta rivolgendo in quel momento. Inizialmente ci saranno interessi più bassi, anche sotto la soglia di quelli delle banche – ha sottolineato il procuratore di Catanzaro - poi nell’arco di uno o due anni inizierà una lenta agonia. Il commerciante sarà sgozzato e l’obiettivo dell’usuraio mafioso non è quello di guadagnare sull’usura, ma è quello di rilevare l’attività commerciale che, attraverso un prestanome, diventerà un’azienda per fare riciclaggio».

 

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