Anno giudiziario

Il ministro della Giustizia a Reggio: «Presto rinforzi e riforme per abbattere l’arretrato e ridurre la durata dei processi»

Al termine dell'inaugurazione dell'anno giudiziario la Guardasigilli e il sindaco facente funzioni firmeranno un protocollo d’intesa che consentirà il riavvio dell'iter per il completamento del Palazzo di Giustizia della città (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Redazione
22 gennaio 2022
09:38

Il ministro della Giustizia, Marta Cartabia, è arrivata stamane nella Scuola Allievi Carabinieri Fava e Garofalo di Reggio Calabria, per l'inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte d'Appello. Al termine della cerimonia la Guardasigilli e il sindaco facente funzioni di Reggio Calabria, Paolo Brunetti, firmeranno un protocollo d’intesa che consentirà il riavvio dell'iter per l'attivazione del cantiere e il completamento del Palazzo di Giustizia della città

«L’anno che si è appena concluso è stato per l’amministrazione della giustizia, così come per tutto il Paese, complesso e difficile, segnato da grandi sfide e continui imprevisti; ma è stato anche un anno ricco di opportunità e di spinta al rinnovamento», ha dichiarato il ministro Cartabia. «Anche in questa fase di continue emergenze legate alla pandemia, la continuità del servizio della giustizia è stata sempre garantita. Ma in questo contesto, ogni attività ha richiesto un sovrappiù di disponibilità, impegno, creatività e capacità di riorganizzazione E di questo ringrazio tutti i magistrati, gli avvocati, il personale amministrativo, tutti gli operatori della giustizia per aver assicurato sempre questa funzione essenziale in ogni condizione».


La crisi come occasione di rinnovamento

«Quella che stiamo vivendo è una fase difficile, piena di sfide, ma è anche una fase di rinnovati slanci e molteplici opportunità, in un momento in cui l’intero Paese è in fermento e progetta la sua ripresa, intorno al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Proprio in questo contesto di emergenza, sono state avviate alcune riforme strutturali a lungo termine, “riforme di sistema”, per far fronte ai cronici problemi richiamati tante volte nelle cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario: la durata dei processi e il fardello dell’arretrato, prima di tutto. Mali divenuti nel tempo – insieme ai gravi fatti emersi negli ultimi anni – causa di una progressiva e dannosa erosione di fiducia da parte dei cittadini, degli operatori economici e degli osservatori internazionali» ha proseguito il ministro.

«Abbiamo davanti a noi una grande occasione di rinnovamento, favorita proprio dalla crisi aperta dalla pandemia e dagli aiuti europei del Piano di ripresa e resilienza. Il ruolo del Ministero in questo contesto è essenzialmente quello di assicurare più risorse e più strumenti a tutti gli uffici giudiziari perché possano svolgere al meglio la loro altissima funzione. Personale, a partire dai magistrati e dal personale amministrativo, risorse per l’edilizia, per la digitalizzazione. Anche qui a Reggio Calabria i vuoti di organico, soprattutto di personale amministrativo e di dirigenti, rendono più difficoltoso il lavoro di tutti. Conosco i numeri sulle scoperture (15% a Reggio Calabria), così come conosco il bisogno di rinforzi di magistrati, che si avverte in questo distretto impegnato – come quello di Catanzaro – anche in importanti processi contro la criminalità organizzata. I rinforzi arriveranno. I concorsi per l’accesso in magistratura sono ripartiti. Come potete immaginare, con le restrizioni dovute alla pandemia, anche assolvere questi adempimenti che debbono essere ordinari e a cadenza regolare ha richiesto un lavoro impegnativo di cui ringrazio tutti gli uffici del Ministero. A breve dovrebbero terminare le correzioni delle prove scritte del concorso per 310 posti in magistratura e a dicembre si è aperto il bando per altri 500 magistrati».

Nuove energie per gli uffici giudiziari

«Nel frattempo, sono entrati in servizio altri cancellieri e nuovo personale amministrativo. Ma soprattutto tengo a sottolineare ancora una volta l’importanza di una grande innovazione che porterà nuove energie a supporto di tutti gli uffici giudiziari: a partire dal 21 febbraio entreranno in servizio gli 8171 giovani giuristi dell’Ufficio per il processo. Saranno una squadra di collaboratori, su cui i giudici e l’intera struttura potrà contare. 208 qui a Reggio Calabria».

«L’Ufficio per il processo non immette solo migliaia di giovani al servizio della giustizia, ma introduce un cambio di paradigma nell’amministrazione della giustizia ed esige un cambio di mentalità da parte di tutti. Il magistrato, di solito abituato a lavorare da solo ai suoi fascicoli, avrà a disposizione una squadra di persone che presterà il suo supporto secondo i progetti organizzativi che in questi mesi avete elaborato. Penso che questa novità, che certamente ha richiesto uno sforzo aggiuntivo nei mesi scorsi per trovare spazi adeguati e per immaginare come impegnare al meglio le nuove risorse umane in arrivo, potrà essere motivo di un ritrovato entusiasmo e una rinnovata motivazione, nel rapporto intergenerazionale che si verrà a instaurare intorno all’ufficio del processo».

Investimenti nella digitalizzazione e nell'edilizia

Per il ministro Cartabia «a questo rinnovamento nell’organizzazione, si affiancano gli investimenti nella digitalizzazione e nell’edilizia giudiziaria, niente affatto secondari per assicurare le migliori possibili condizioni di lavoro. Quello dell’edilizia giudiziaria è una delle più ricorrenti esigenze, come è stato confermato anche dall’analisi compiuta dalla commissione istituita dal Ministero della giustizia insieme al Ministero del Sud, che ha da poco concluso i suoi lavori, volti allo scopo di elaborare progetti specifici, da realizzare anche attingendo ai fondi del Recovery dedicati alle regioni del Sud. Questa collaborazione ci offre la possibilità di valutare ulteriori opere, oltre a quelle già previste all’interno del Pnrr: che annoverano per Reggio Calabria, 4 interventi di grande manutenzione, per quasi 12 mln di euro».

«È su questi pilastri – organizzazione del lavoro, digitalizzazione, edilizia giudiziaria, risorse umane – che poggia il piano delle riforme, legato agli impegni presi con l’Europa per l’abbattimento dell’arretrato e la riduzione dei tempi di durata dei processi. La riforma della crisi d’impresa, la riforma del processo penale e quella del processo civile – con un capitolo importante per il diritto di famiglia e dei minori – sono ora parte del nostro ordinamento e già stiamo elaborando i decreti legislativi di attuazione. La giustizia riparativa – il capitolo più innovativo di tutte le riforme – nel tempo porterà molti benefici, anche nel senso di una maggiore coesione sociale. Confido che al più presto possano arrivare alle Camere anche gli emendamenti per la riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm».

«Il miglioramento dei servizi relativi alla giustizia contribuirà a favorire l’inizio di una nuova stagione di fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Questo sarà anche il modo più autentico per onorare la memoria di tutti i servitori dello Stato, uccisi dalle mafie. Come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che ricorderemo nel trentesimo anniversario dalle stragi».

«Come il giudice Antonino Scopelliti a cui so che c’è intenzione di dedicare il Palazzo di Giustizia che verrà completato grazie a un protocollo che in questa mattinata firmerò con il Comune. È significativo rimarcare che nelle sue valutazioni professionali si sottolineavano soprattutto “zelo, intuito, grande intelligenza, altrettanta equità e ancor più il senso di umanità”. In queste virtù si esprime il volto migliore della magistratura in cui tutta la Repubblica vuole rispecchiarsi. Il rinnovamento del Paese guarda alle generazioni future. Ai nostri figli, ai giovani vogliamo consegnare un Paese migliore, pieno di prospettive e di possibilità di realizzazione».

I giovani primo baluardo contro la criminalità

«Ieri sera ho avuto il privilegio di cenare con alcuni giovani qui a Reggio, radunati, in un immobile confiscato alla criminalità organizzata, intorno ad una associazione che si propone di accompagnarli nel faticoso – e spesso insidioso – percorso della ricerca della propria strada nel mondo. Ho visto giovani che stanno realizzando i loro sogni professionali, che hanno trovato il loro percorso di studi o la loro occupazione lavorativa, magari dopo anni di sbandamento e di smarrimento. Volti sorridenti. Ragazzi che sanno farsi compagnia e sanno trasmettersi il gusto di restituire agli altri il tanto che hanno ricevuto. Giovani coppie con i loro figli che si affacciano ora nel mondo: tocca a noi preparare le condizioni per un futuro che possano essere una vera possibilità per loro. Uno di loro raccontava di essere stato letteralmente salvato – miracolato, diceva – dall’incontro con questa realtà e strappato dalla sua rabbia, che lo stava indirizzando verso la via della malavita».

«In mezzo a questi giovani, si respira il “fresco profumo della libertà” – per prendere in prestito le parole di Paolo Borsellino. Questi ragazzi sono il primo baluardo contro l’illegalità e la malavita, perché hanno scoperto un’alternativa ben più affascinante e convincente dei modelli oppressivi imposti dalla ‘ndrangheta. Questa è la più grande opera di prevenzione. Intercettare le inquietudini dei giovani e accompagnarli nella ricerca del loro posto nel mondo significa strapparli dalla rete della criminalità organizzata, indebolendone la presa sul territorio. E loro – i giovani – sono i veri destinatari del piano di ripresa del Paese in atto, che è appunto il Next Generation Ue. Insieme alle indispensabili indagini, ai presidi di sicurezza, insieme alle necessarie risposte di giustizia dei processi, insieme all’accertamento delle responsabilità per i crimini e ai ristori per le vittime, non si interrompa mai – per un radicale ed effettivo contrasto ad ogni forma di criminalità organizzata – quel lento, delicato ma fondamentale lavoro di semina di una cultura diversa che passa attraverso la formazione dei giovani, vero argine alla malattia della corruzione, del sotterfugio e del sopruso».

Necessaria la sinergia tra istituzioni

«Nel corso delle visite, ormai numerose, che sto effettuando presso le varie Corti di appello sparse sul territorio italiano ho avuto modo di constatare che la giustizia dà il meglio di sé laddove si è creata una stretta e virtuosa sinergia tra tutte le istituzioni locali: uffici giudiziari, comune, regione, questura, prefettura, carcere, ma anche università, scuola, ordini professionali. La leale collaborazione tra le istituzioni non è solo un principio costituzionale, che è sempre bene tenere in considerazione, ma è una condizione per il risanamento di tutto il tessuto sociale e per il suo rinnovamento, oggi reso davvero possibile grazie alla stagione eccezionale che tutto il Paese sta attraversando. Questa diviene possibile solo attraverso l’impegno e la responsabilità personale di ciascuno».

È con questo spirito, con questa fiducia, che il mistro Cartabia rivolge «i miei auguri di buon lavoro, per continuare il cammino che abbiamo intrapreso nell’anno appena concluso e che ci attende in questo nuovo anno giudiziario che si apre».

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