Ricostruite le diverse fasi che hanno portato alla costruzione e infine al cedimento del viadotto. Il provvedimento riguarda quattro persone
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La Procura regionale della Corte dei conti della Calabria ha contestato a quattro persone un presunto danno erariale derivante dal crollo del viadotto “Ortiano II” nel comune di Longobucco (CS), infrastruttura che avrebbe dovuto costituire, nell’iniziale schema progettuale, uno strategico intervento di viabilità per facilitare e velocizzare il collegamento tra l’entroterra cosentino e la costa ionica calabrese.
Le persone citate a giudizio dalla Corte dei Conti sono Aldo Madeo, Rossano, classe 1951, rup e poi componente della commissione di gara; Gianfranco Volpe, Genova, classe 1946, direttore dei lavori e già progettista del progetto definitivo; Luigi Giuseppe Zinno, Morano Marchesato, classe 1954, componente commissione per il collaudo statico e amministrativo; Mariano Mari, Paola, classe 1950, componente commissione per il collaudo statico e amministrativo.
Le indagini, effettuate dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro, hanno permesso di definire puntualmente le diverse fasi che hanno portato alla costruzione del viadotto - facente parte del “IV lotto della Strada Statale MirtoLongobucco-Sila” costituito da sei viadotti complessivi - a partire dalla procedura di appalto integrato espletata nel 2005 da parte dell’ente attuatore Comunità Montana “Sila Greca/Destra Crati” sino al suo crollo, causato da un difetto di progettazione e realizzazione.
In particolare, ancorché nel progetto definitivo posto a base di gara fosse stata prevista la costruzione di fondazioni “indirette” poggiate su un certo numero di micropali di profondità, nelle successive fasi di progettazione e realizzazione sono state costruite delle fondazioni “dirette” poggiate sul terreno, anche in corrispondenza dell’alveo del fiume che attraversa il viadotto. Tale difetto progettuale e realizzativo delle fondazioni ha provocato il crollo di una delle campate il 3 maggio 2023, avvenuto a seguito dello scalzamento delle fondazioni di una delle pile in alveo, anche a causa del torrente in piena per le abbondanti precipitazioni.
Sulla base degli elementi sopra evidenziati, la Corte dei Conti – Procura Regionale presso la Sezione giurisdizionale per la Calabria – ha emesso un atto di citazione per un danno erariale di 4.789.765,79 euro, oltre agli accessori di legge e alle spese di giustizia, nei confronti del Responsabile Unico della Procedura, del Direttore dei Lavori e di due componenti della Commissione di collaudo dell’opera.
È questa la contestazione effettuata dalla Procura della Corte dei conti nella persona del Procuratore Regionale facente funzioni Dott. Giovanni Di Pietro, avvalendosi del contributo investigativo dei militari della Guardia di Finanza di Catanzaro.


