Il fiume esonda ancora due volte e travolge il centro nautico. Dopo la rinnovata paura e il fango di ieri, oggi si lavora per ricostruire gli argini e salvare il centro nautico
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Sembrava che il peggio fosse passato, ma la giornata di ieri si è trasformata in un vero e proprio incubo per i Laghi di Sibari. Quando le autorità la comunità speravano nella fine del problema o al massimo in una tregua, il fiume Crati ha sferrato un doppio colpo micidiale, vincendo la resistenza di quegli argini che i tecnici stavano cercando disperatamente di rinforzare, in verità i pochi metri che avrebbero completato l’intervento. Una prima piena intorno a mezzogiorno e una seconda, ancora più violenta, verso le 16:00 hanno travolto tutto. Un “brutto sogno” che ha ripreso a preoccupare, sul posto sono scattati immediatamente le contromosse evacuando esclusivamente gli addetti ai lavori considerato che per i residenti resta ancora in vigore l’ordinanza di evacuazione.
Stamani, sul posto, a coordinare fin dalle prime luci dell'alba, il sindaco di Cassano all'Ionio, Gianpaolo Iacobini, ha voluto rassicurare la popolazione spiegando, in uno dei consueti messaggi social, quanto sta accadendo: «Siamo qui perché da qui non siamo mai andati via. Nel corso della notte, dopo l'ultima esondazione del fiume Crati, l'acqua era arrivata a sfiorare i 70 cm di altezza. Adesso la situazione è in miglioramento, il livello medio si aggira attorno ai 40 cm».
La rottura del lembo di argine non ancora del tutto consolidato ha reso necessario un intervento massiccio. Nonostante la forza delle acque abbia inizialmente avuto la meglio, la macchina dei soccorsi non si è mai fermata, lavorando nel fango per limitare i danni. Il primo cittadino ha sottolineato l'importanza dello sforzo collettivo in corso: «Per questo si continua a lavorare senza sosta, perché vengano ripristinate quanto prima le condizioni minime di sicurezza. Sul campo c'è uno schieramento ingente di uomini, donne e mezzi. Dalle Forze dell'Ordine, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, ai Vigili del Fuoco che stanno svolgendo un lavoro encomiabile, e con loro ancora gli uomini, le donne e i mezzi di Calabria Verde, della Protezione Civile Regionale, del Consorzio di Bonifica».
L'obiettivo prioritario resta la salvaguardia dell'eccellenza nautica della Piana di Sibari. Mentre le idrovore dei Vigili del Fuoco, del comune e di privati lavorano a pieno ritmo, i mezzi pesanti sono impegnati a compattare i varchi aperti dalla furia del fiume negli argini, un lavoro di precisione chirurgica reso difficile dalla instabilità del terreno.
«Tutti insieme per portare a compimento questa operazione di salvataggio del nostro centro nautico. E mentre sugli argini si continua a lavorare per ricucire le ferite che si aprono una dopo l'altra, qui si continua invece a spalare fango e a togliere acqua. Più tardi, nel corso della giornata, saremo certamente in grado di fornire ulteriori aggiornamenti».
Dopo il dramma di ieri, oggi la natura ha concesso una bella giornata di sole. Questo cambio meteorologico è fondamentale per permettere al fango di asciugarsi e ai mezzi di operare con maggiore efficacia. La comunità, seppur ferita, sta dimostrando una resilienza straordinaria. Il sindaco Iacobini ha concluso con un ringraziamento sentito ai cittadini: «A voi tutti, grazie per la pazienza, e soprattutto grazie per l'infinita collaborazione che ci state prestando in queste ore difficili».


