Inferno di fiamme a Scalea, adesso l’incendio minaccia case e cittadini

VIDEO | Il fuoco sta interessando la zona alta della città, dove molte persone sono state costrette a lasciare le abitazioni in attesa dei soccorsi. Poco fa si è sviluppato un incendio anche a Santa Maria del Cedro

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di Francesca  Lagatta
17 settembre 2020
15:37

Dopo la lunga notte di fuoco e fiamme tra Tortora e San Nicola Arcella, un vasto incendio in mattinata ha interessato anche la zona collinare di Scalea, con diversi roghi. Numerose le case lambite dal fuoco e altrettante le persone che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni per consentire l'intervento in sicurezza dei vigili del fuoco. Alcuni cittadini hanno prestato aiuto trasportando taniche piene d'acqua nei pressi dei roghi. Fortunatamente, nonostante la gravità dei fatti, non si registra alcun ferito. Sul posto ci sono gli uomini della Polizia stradale, l'Anas, i vigili del fuoco e gli operai del consorzio di bonifica ex Valle del Lao, oggi "consorzio di bonifica integrale dei bacini del Tirreno cosentino".

Numerosi canadair in azione

Difficile stabilire con precisione quanti siano i canadair che da questa mattina stanno sorvolando i cieli dell'alto Tirreno cosentino; lungo tutta la costa è un continuo su e giù tra la costa, dove gli aerei immagazzinano acqua, e le decine di punti in cui i roghi sono ancora attivi. A complicare ancora di più le cose, un ulteriore incendio si è sviluppato intorno alle 13 nella zona periferica di Santa Maria del Cedro.

Danni ingenti e disagi ovunque

I danni provocati dagli incendi che si susseguono da questa notte sono incalcolabili. Decine di migliaia di ettari di vegetazione sono andati in fumo, mentre sulla strada provinciale che collega San Nicola Arcella a Praia a Mare si è registrata la caduta di alcuni massi. In alcune zone si registrano, inoltre, guasti alla rete idrica e alla rete elettrica, che in queste ore ostacolo anche la connessione alla rete internet.

Preoccupazione per l'incendio nell'aera Marlane

Sebbene l'incendio che ha interessato l'area della ex fabbrica tessile della Marlane sia stato spento per primo e con minore difficoltà, i cittadini di Praia a Mare, dove ha sede lo stabilimento ormai dismesso, e di Tortora, con cui l'area confina, sono ancora fortemente preoccupati. Quell'area fino al 2004 ospitava le attività dello stabilimento che i media hanno ribattezzato "fabbrica dei veleni" a causa delle molteplici vicissitudini giudiziarie in cui è rimasta coinvolta dopo la chiusura. Secondo le accuse, gli ex dirigenti avrebbero ordinato l'insabbiamento nei terreni adiacenti dei materiali nocivi di scarto utilizzati nel reparto della tintoria. Nel processo di primo e secondo grado, i dirigenti sono stati tutti assolti dalle accuse di omicidio colposo, questa l'ipotesi iniziale di reato, ma diverse perizie, anche recenti, hanno dimostrato la presenza di di sostanze quali cromo totalecromo esavalente, cadmio, nichel, cobalto, tanto che i giudici hanno parlato senza remore di disastro ambientale. Tutti questi materiali, evidentemente, nella notte scorsa sono bruciati dalle fiamme e propagati nell'aria.

 

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