Il tribunale amministrativo accoglie il ricorso della società e stabilisce che non possono essere richiesti nuovamente requisiti professionali già maturati e riconosciuti
Tutti gli articoli di Cronaca
PHOTO
La sede del tar della Calabria a Catanzaro
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria – Sezione Prima-, con sentenza pubblicata il 17 agosto 2026, ha accolto il ricorso proposto dalla “Investigazioni Rode” di De Vito Romeo avverso il provvedimento con cui era stata respinta l’istanza di rinnovo/rilascio della licenza per l’esercizio dell’attività di investigazioni private ai sensi dell’articolo 134 del Tulps.
Il Tar ha annullato il diniego, ritenendo fondate le censure mosse dall’avvocato Carmine Pandullo nella parte in cui l’Amministrazione aveva preteso nuovamente la dimostrazione di requisiti professionali già maturati e consolidati. In particolare, il Collegio ha affermato che, per chi risultava già titolare di licenza da almeno cinque anni alla data di entrata in vigore del Decreto ministeriale 269/2010, trovano applicazione le previsioni dell’Allegato G, comma 5, secondo cui i requisiti relativi al conseguimento della laurea triennale e ai corsi di perfezionamento “s’intendono assolti”.
Per effetto della pronuncia, la Prefettura di Catanzaro dovrà ora rinnovare l’attività istruttoria e adottare una nuova determinazione nel rispetto dei principi espressi dal giudice amministrativo.
«Ritengo – afferma l’avvocato Pandullo – che la decisione rappresenti un importante chiarimento in materia di licenze di investigazione privata, ribadendo che l’esercizio del potere amministrativo, pur ampio in un settore sensibile come quello della sicurezza pubblica, deve comunque svolgersi in modo coerente, motivato e rispettoso dei requisiti già accertati e consolidati».

