La donna ha riportato le scuse del figlio alla professoressa di italiano e assicura che il ragazzo non avrebbe portato a compimento quel gesto efferato. La scuola sta pensando a un inserimento ad hoc per andare incontro ai problemi dell’alunno
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«Non era sua intenzione un gesto così efferato, non avrebbe mai accoltellato la sua professoressa. Anzi, le chiede scusa e oggi è molto provato anche lui».
Queste, in sintesi, le parole pronunciate dalla madre del 14enne alunno dell’istituto comprensivo “Nicotera Costabile” di Lamezia Terme, denunciato a piede libero alla Procura dei minori di Catanzaro per aver introdotto un coltello a scuola con l’intento di accoltellare la propria insegnante di italiano. Ma lui assicura che la forza di portare a compimento quel proposito così crudele non l’aveva.
D’altronde – fa notare l’avvocato della famiglia, Fabio Davoli – oggi si sta dando per scontato che se non fossero intervenuti i carabinieri il proposito si sarebbe trasformato in azione ma «questo dato non è affatto scontato».
Dopo l’accaduto si è tenuto un consiglio di classe aperto al quale ha partecipato anche la madre del ragazzo. La donna, colpita alcuni mesi fa da un grave malattia, si è recata a fatica a scuola ma ha comunque voluto parlare di quel suo figlio che che si è sempre mostrato tranquillo manifestando sofferenza in seguito alla bocciatura, la seconda della sua carriera scolastica.
Una sofferenza che, purtroppo, ha trovato sponda in una community di True Crime su Telegram. Ora è da stabilire se il proposito di di colpire l’insegnante sia maturato nel tentativo di ottenere l’approvazione della community oppure se sia riconducibile ad altre difficoltà vissute dal ragazzo. Un aspetto che dovrà essere approfondito nel prosieguo degli accertamenti.
Nel corso del consiglio di classe anche gli insegnanti – che hanno accolto la madre con comprensione e partecipazione – hanno confermato che il ragazzo si è sempre mostrato tranquillo e si è stabilito di andare incontro all’alunno anche con programmi ad hoc.
Al momento il 14enne è stato sospeso fino a data da destinarsi. Si attende il prossimo consiglio di istituto per concordare un inserimento ad hoc, con un percorso costruito sulle sue esigenze.
Nel frattempo proseguono le indagini dei carabinieri per stabilire il contesto e le esatte dinamiche in cui è maturato il gesto del minore. Una volta chiuse le indagini il fascicolo passerà alla Procura dei minori che che valuterà gli eventuali successivi sviluppi sul piano giudiziario.
Si apre ora, per la scuola, l’autorità giudiziaria e i servizi sociali del Comune, un fase molto delicata nella quale sarà necessario comprendere cosa abbia portato un ragazzo, descritto fino a oggi come tranquillo, a vivere una situazione così complessa.



