Era fuggito dopo un permesso per volontariato e aveva cambiato aspetto per non farsi riconoscere. Le indagini lo hanno portato nella Locride, dove la Squadra Mobile lo ha individuato e arrestato. Si indaga sugli appoggi della ‘ndrangheta per il narcotrafficante palermitano
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Aveva cambiato colore ai capelli e modificato i tratti del volto per rendersi meno riconoscibile. Ma il travestimento non è bastato a evitare la cattura. È finita a Bovalino, nel Reggino, la fuga di un detenuto di origini palermitane evaso dalla Casa di Reclusione di Asti, dove stava scontando una condanna per associazione di tipo mafioso e traffico illecito di droga.
L’uomo, che aveva già trascorso 34 anni in carcere dal 1988, era evaso il 17 luglio 2026, quando non aveva fatto rientro nell’istituto penitenziario al termine di un permesso concesso per svolgere attività di volontariato. Da quel momento era scattata la caccia su tutto il territorio nazionale, con il coordinamento delle Procure e delle Squadre Mobili di Asti, Palermo e Reggio Calabria.
La fuga e le prime piste
Dopo la mancata riconsegna in carcere, la Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Palermo aveva emesso un ordine di esecuzione per la carcerazione relativo alla pena residua di 3 anni, 9 mesi e 15 giorni. Il Magistrato di Sorveglianza di Torino aveva inoltre disposto la sospensione della misura alternativa e il ritorno in carcere.
Gli investigatori della Squadra Mobile di Asti hanno passato al setaccio la documentazione relativa ai colloqui e ai permessi del detenuto, concentrandosi soprattutto sui suoi contatti e sulle persone potenzialmente in grado di garantirgli sostegno durante la fuga.
La prima ipotesi portava a Bagheria, città di origine dell’uomo. Le verifiche condotte con la Squadra Mobile di Palermo hanno però escluso la sua presenza in Sicilia. A quel punto l'attenzione degli investigatori si è spostata sulla Calabria, e in particolare sull’area di Reggio Calabria.
La pista calabrese e la cattura
La scelta del territorio reggino non sarebbe stata casuale. Gli investigatori hanno infatti considerato la possibilità che potesse contare su una rete di appoggi in ambienti della criminalità organizzata calabrese.
Gli uomini della Squadra Mobile di Asti si sono quindi trasferiti nel Reggino e, insieme ai colleghi della Mobile di Reggio Calabria, hanno concentrato le ricerche su Bovalino, nella Locride.
Per giorni gli agenti hanno effettuato appostamenti nei pressi di market, tabaccherie e farmacie, fino a individuare il ricercato. L’uomo era stato notato già il giorno precedente, con gli stessi abiti, e gli investigatori hanno così potuto circoscrivere ulteriormente i suoi spostamenti.
Al momento dell'intervento ha tentato una breve fuga, ma è stato bloccato dagli agenti.
Il travestimento non basta
A tradirlo sarebbe stato anche il suo nuovo aspetto. Per rendersi irriconoscibile aveva tinto i capelli di biondo e modificato la fisionomia del volto, nel tentativo di sottrarsi alla rete di controlli attivata dopo l’evasione.
L’arresto è stato eseguito sulla base dell’ordine di esecuzione per la carcerazione e del provvedimento con cui era stata sospesa la misura alternativa, oltre che per il reato di evasione.
L’Autorità giudiziaria di Locri ha quindi convalidato l’arresto, la perquisizione e il sequestro probatorio, dichiarando però la propria incompetenza territoriale e trasmettendo gli atti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Asti, competente per il procedimento.

