Morte di Anna Maria Sorrentino a Parghelia, indagato per omicidio un amico

Un amico della coppia finisce sotto la lente della Procura di Vibo. Inquirenti al lavoro per ricostruire quando avvenuto il 19 agosto scorso nella casa vacanze dove perse la vita la giovane sordomuta, ex Miss Campania

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di S. M.
24 maggio 2020
12:12
La giovane Anna Maria e il marito Paolo
La giovane Anna Maria e il marito Paolo

Lo aveva annunciato qualche tempo fa dalle nostre pagine lo stesso procuratore di Vibo Camillo Falvo: presto ci saranno novità su due casi di cronaca avvenuti nel Vibonese, che hanno fortemente scosso le coscienze e l’opinione pubblica nazionale. Si riferiva alla scomparsa di Maria Chindamo e alla morte di Anna Maria Sorrentino, giovane turista napoletana precipitata il 19 agosto del 2019 dal balcone di una casa vacanze di Parghelia, in circostanze tutte da chiarire. E le novità sono effettivamente arrivate proprio in relazione a quest’ultimo caso.

Per la morte della 29enne sordomuta, ex miss Campania, dopo quello del marito Paolo Foresta, un altro nome viene iscritto sul registro degli indagati. È quello di Gaetano Ciccarelli, amico della coppia, anch’egli tra i partecipanti a quella vacanza finita in tragedia davanti alle acque cristalline della Costa degli Dei. L’uomo, al pari del marito di Anna Maria, è accusato di omicidio preterintenzionale. Per la Procura avrebbe avuto un ruolo diretto da quella caduta dal terzo piano che ha causato la morte sul colpo della giovane.

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Lo scenario è quello di una storia di intrighi e gelosie nel contesto di un gruppo di amici ma anche di violenze che la giovane subiva da parte del marito, come lo stesso ha ammesso. Violenze che sarebbero avvenute anche durante una gravidanza della donna e che l’avrebbero portata poi a perdere il bambino che portava in grembo. Discussioni accese erano del resto avvenute anche nel corso della vacanza vibonese, quando, per sedare un violento litigio poche ore prima del tragico epilogo, in quel complesso residenziale di Parghelia erano intervenuti anche i carabinieri

Serrate sono proseguite in questi mesi, coordinate dalla Procura vibonese, le indagini della polizia per definire i contorni di una vicenda i cui protagonisti hanno da subito cercato di classificare come suicidio. Una versione che non ha mai convinto gli inquirenti così come non è mai stata accettata dai familiari della vittima, che hanno anzi fornito elementi utili a chiarire i rapporti all’interno della coppia e del gruppo di amici al centro di questo drammatico giallo.

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